La Nuova Sardegna

Sassari

La magia di SardignAeras tra storia e modernità

di Mauro Tedde

Ploaghe, tutto esaurito per la sesta edizione del festival di canti e suoni Quest’anno si è deciso di esplorare il connubio tra elettronica e lingua madre

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PLOAGHE. L’appuntamento di SardignAeras, quest’anno alla sesta edizione, si è rivelato ancora una volta un prezioso incontro culturale fra passato e futuro, tradizione e modernità, dove musica e poesia, voci e strumenti convivono nel segno di una evoluzione costruttiva e in grado di rispondere al sentimento popolare che da sempre li accompagna.

Del resto, era proprio questo lo spirito contenuto nell’ambizioso programma predisposto dal suo direttore artistico, il maestro Piero Concu, e dal suo braccio operativo, Su Coro de Piaghe. Un festival di canti e suoni che si è poi dipanato in una serata di notevole livello artistico, densa di sorprese e di emozioni, capace di far sorridere e anche di commuovere il pubblico, grazie anche alla collaudata conduzione di Tonino Sanna. Prima la lingua, poi la musica, infine gli strumenti. Etnia, pop, rock, jazz e via dicendo.

SardignAeras ha così scelto di esplorare, quale tratto distintivo, una delle parti forse più controverse della storia della musica popolare sarda: l’utilizzo di strumenti musicali moderni, elettrici, elettrificati o elettronici, in connubio con la parte più atavica del messaggio musicale etnico, cioè la lingua madre. Come in ogni edizione, dopo l’intervento del neosindaco Carlo Sotgiu, ha dato il via alla serata “Su Coro de Piaghe” insieme a Maria Grazia Dettori. E’ stata quindi la volta di Giuseppe Gadau e Marco Rizzi con il progetto “Akenur”. E per tornare alla lingua sarda, ecco la proposta poetica di Clara Farina, attrice e cantora, originale e intensa come poche. Non senza stupore, il pubblico ha poi assistito alla proposta di Giuseppe Tatti, che si è esibito con le sue “Elettroneddas” (launeddas elettroniche in metallo). Hanno fatto seguito gli applauditissimi “Sandalia” di Ozieri.

La conclusione del festival è stata affidata a Rossella Faa e al suo talento naturale, che con le sue “Canzoni sparse” ha intrattenuto un pubblico numeroso. SardignAeras è stato anche altro. La Banca di Sassari ha fornito parte della propria collezione per arricchire la fase espositiva, curata dall’artista ploaghese Antonio Sanna, che ha anche esposto alcune sue installazioni. La mostra ha visto anche la partecipazione della stilista di Sorso Paola Cassano col suo progetto “Le Sognatrici” e la bravissima ceramista di Macomer Valeria Tola. In anteprima, il 6 Agosto, lo scrittore ploaghese Luca Mele, con la presentazione del suo libro “Sa grammatiga de su tempus”, avvalendosi della declamazione di Clara Farina, ha dato inizio al Festival.

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