La Nuova Sardegna

Sassari

«Porta a porta? Meglio isole ecologiche»

I residenti di Sant’Orsola stentano a digerire il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti e Casartigiani propone una soluzione

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SASSARI. Il modello di raccolta rifiuti porta a porta recentemente introdotto nel quartiere di Sant’Orsola stenta ad essere digerito dagli abitanti. Le lamentele su disagi e disservizi sono diverse e la gente è convinta che l’elevata antropizzazione del quartiere e i condomìni troppo popolosi non si prestino ad accogliere i raccoglitori di immondizia posizionati sotto le finestre di casa.

Il Centro studi dell’Artigianato e delle piccole medie imprese della Casartigiani di Sassari ha svolto una piccola inchiesta intervistando parecchi residenti, ed ha raccolto le insoddisfazioni riguardo il nuovo metodo di conferimento dell’immondizia. «Il porta a porta – spiega il segretario della Casartigiani Giulio Piu – è molto funzionale in presenza di singole abitazioni o di edifici con poche famiglie. Ma quando si ha a che fare con palazzine densamente abitate, allora il discorso cambia, perché non piace a nessuno schierare nel proprio cortile un esercito di contenitori spesso maleodoranti». I malumori degli inquilini sono il primo fattore di potenziale insuccesso del sistema di raccolta dei rifiuti, rivoluzionato dall’amministrazione comunale proprio per cercare di innalzare la soglia della differenziata all’agognato traguardo del 50 per cento. Obiettivo peraltro parziale, dato che per usufruire delle premialità i comuni dovrebbero raggiungere il tetto del 65 per cento di differenziata. Secondo Casartigiani il servizio potrebbe notevolmente migliorare e allo stesso tempo anche il livello di gradimento e soddisfazione dei residenti, che parteciperebbero attivamente al conferimento di un rifiuto selezionato e di qualità.

L’associazione perciò ha incaricato il proprio responsabile ambientale, l’ingegnere Paola Paddeu, di elaborare un progetto alternativo di gestione dei rifiuti urbani. «A nostro parere – spiega Paola Paddeu – il modello che maggiormente tiene conto delle esigenze dei cittadini e della stessa amministrazione è quello dei siti di quartiere. In ogni rione cioè bisognerebbe predisporre quattro o cinque isole ecologiche permanenti, con ritiro programmato sia di orario che di tipologia di rifiuto. Bisogna quindi stabilire, anticipatamente, un calendario a cui gli utenti potranno fare riferimento».

Un sistema simile è adottato nell’agro di Sorso. Ma perché la raccolta funzioni è necessario che l’amministrazione organizzi un monitoraggio costante dei siti di conferimento, con degli addetti alla sorveglianza e attraverso un sistema di telecamere. Si tratta sicuramente di precauzioni onerose, ma che potrebbero essere ampiamente ripagate in termini economici qualora davvero la differenziata superasse il livello del 50 per cento. Di certo questo traguardo non è alla portata di città che schierano ancora nelle strade le batterie di cassonetti, all’interno dei quali i cittadini per pigrizia o disinformazione continuano a gettare di tutto, talvolta vanificando lo sforzo civico di chi invece si impegna nel selezionare i rifiuti.

«Vorremmo poter collaborare con il Comune di Sassari per migliorare la situazione – conclude Giulio Piu – siamo pronti a mettere a disposizione le nostre competenze e le nostre progettualità».

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