La Nuova Sardegna

Sassari

Exmà, accordo tra Comune e Accademia

di Andrea Massidda
Exmà, accordo tra Comune e Accademia

La giunta approva lo schema di cooperazione con l’istituto delle Belle Arti. In programma laboratori e attività formative

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SASSARI. Un’area di tremila metri quadrati e sette fabbricati che diventerà presto un gigantesco spazio urbano capace di ospitare laboratori artistici, sale cinematografiche e per spettacoli musicali, una biblioteca, un’aula multimediale e un teatro da 400 posti. Si fa sempre più concreta l’idea dell’amministrazione comunale di far nascere il “Villaggio della cultura e della scienza” all’interno dell’Ex Mattatoio. Tanto che nei giorni scorsi la giunta guidata dal sindaco Nicola Sanna ha approvato lo schema di accordo di cooperazione tra Palazzo Ducale e l’Accademia delle Belle Arti “Mario Sironi” finalizzata appunto alla realizzazione di un polo culturale nei ristrutturati edifici del vecchio macello cittadino, il complesso che occupa l’intero isolato tra le vie Zanfarino, Duca degli Abruzzi, Armando Diaz e Torino, ormai collegato alla prospicente piazza Monica Moretti (in prossimità del parcheggio di viale Dante). Tra le priorità della convenzione decennale che sarà siglata entro metà settembre c’è quella di individuare e catalogare i beni storico-artistici e architettonici di pregio di proprietà comunale e di catalogarli in vista di attività legate alla conservazione (ad esempio il restauro). Inoltre saranno promosse iniziative di educazione e gestione di progetti per tutta la durata dell’accordo, con percorsi di formazione per il restauro in particolare di manufatti lapidei naturali ed artificiali e nel campo della scenografia per la produzione teatrale.

L’altra partnership con il Comune, manco a dirlo, sarà con l’ateneo. Così la collocazione dell’Exmà - proprio tra la facoltà di Lettere e Filosofia e l’Accademia delle Belle Arti - appare addirittura simbolica della sinergia tra i vari enti che contribuiranno alla realizzazione della cittadella. Si tratterà della conclusione di un progetto ambizioso degli architetti Sandro Roggio e Gigi Gavini che era stato avviato nel gennaio 2009, con un investimento di circa sei milioni di euro (il Comune ha messo il 10 per cento del totale). «L’ex mattatoio - annuncia il sindaco - sarà un vero e proprio villaggio della scienza, della cultura e della creatività, dove si ritroveranno l'Università di Sassari per alcune sue attività specifiche legate al vicino dipartimento di Storia, Scienze dell'Uomo e della Formazione, ma anche l'Accademia delle Belle arti per l'attivazione di corsi di restauro di opere medievali e, ancora, le associazioni culturali della città, con priorità per quelle che svolgono attività cinematografiche, di teatro, musica e astronomia».

Con la delibera approvata nei giorni scorsi il Comune ha destinato i fondi che serviranno a completare la parte degli arredi. «Prima ancora che i lavori siano conclusi - continua Sanna - avvieremo un procedimento per la gestione unitaria degli spazi occupati da enti e associazioni. E la convenzione che sigleremo nei prossimi giorni con l'Accademia consente di portarci avanti con il lavoro, nel senso che una volta finite le opere non si debbano attendere ulteriori atti finalizzati alla gestione del sito, il quale sarà immediatamente operativo non appena riconsegnate al Comune le strutture».

Soddisfazione evidente anche da parte dei vertici dell’Accademia. «L’accordo con il Comune - dice la presidente Simonetta Sanna - è davvero molto importante e anche lo spazio che avremo a disposizione all’interno dell’ex mattatoio ci consentirà di svolgere tutta una serie di attività di formazione , come ad esempio il corso di laurea in Restauro, anche in prospettiva di in una futura sinergia con la Sovrintendenza ai Beni culturali e il Centro regionale di restauro di Li Punti. In ogni caso - conclude - sia io che il direttore dell’Accademia Antonio Bisaccia siamo convinti che questa convenzione con Palazzo Ducale ci permetterà di valorizzare tutte le attività da noi svolte al servizio non solo di Sassari, ma dell’intera Sardegna».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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