La Nuova Sardegna

Sassari

le proteste dei residenti

«Altro che aggregazione sociale, qui è un vero far west»

di Luigi Soriga

Gli abitanti del centro storico denunciano problemi di ordine pubblico: «È un ritrovo di teppistelli e bulli»

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SASSARI. L’episodio di vandalismo in piazza Santa Caterina è solo la punta di un iceberg su un sottofondo di esasperazione e malessere. «È meglio che quel centro sociale non riapra – si legge nei post sui social – sarebbe una vittoria per la città». Qualcuno avrebbe preferito che quel luogo di aggregazione fosse finito addirittura in fiamme, «così i teppisti e i randagi andrebbero da altre parti».

Il centro storico ha tutta l’aria di essere una polveriera, e il clima che si respira è molto pesante. Leonardo Carriero è un giovane ricercatore universitario che dopo anni di studio ha deciso di ritornare in Sardegna, che ha scelto come sede di lavoro Sassari e che ora abita nei pressi di Piazza Santa Caterina. Dice: «Il centro storico è diventato un Far West, non ci sono le condizioni per vivere serenamente. Ci sono bande di ragazzi, molti dei quali minorenni, che si riuniscono in branco e monopolizzano intere zone. Parlo anche di Piazza Duomo, Largo Quadrato Frasso, via Lamarmora. Quando passi vicino è a tuo rischio e pericolo, perché ti guardano con atteggiamento di sfida. E allora conviene far finta di nulla, per evitare guai. Ho assistito a lanci di pietre, a insulti gratuiti nei confronti di anziani e turisti, la situazione è fuori controllo. Non ci sono regole, le forze dell’ordine non intervengono, non ci sono telecamere, e le istituzioni prendono sottogamba il fenomeno. Non è bastato il pestaggio del professore universitario a far capire la gravità del problema. Non è chiara la portata del disagio: da queste parti la gente ha paura di camminare per strada». Il dito è puntato anche contro il centro di aggregazione giovanile Santa Caterina: «Catalizza il disagio invece di disinnescarlo. Le intenzioni sulla carta sono lodevoli, ma evidentemente la gestione è inadeguata». Si lamenta anche il presidente del Comitato Santa Caterina, Giovanni Ruiu: «Capisco che coinvolgere nelle attività ragazzi che provengono da realtà difficilissime sia molto complicato, ma per questo occorrerebbero figure di riferimento forti. E soprattutto regole. Invece in piazza Santa Caterina vige la più assoluta anarchia, e ormai non è solo più una questione di bravate o bullismo, siamo arrivati a un problema di ordine pubblico. Noi dei gremi vorremmo poter dare una mano per includere questi ragazzi nelle nostre attività, per trasmettere loro i nostri valori. Ma non c’è collaborazione: o si lavora tutti insieme o le cose non si cambiano».

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