«La legge sulle aree destinate a pascolo va modificata»
OZIERI. Estendere le superfici di pascolo permanente per ampliare le possibilità per gli allevatori di accedere ai fondi della Pac. È questo, in sintesi, l’obiettivo della proposta di legge...
OZIERI. Estendere le superfici di pascolo permanente per ampliare le possibilità per gli allevatori di accedere ai fondi della Pac. È questo, in sintesi, l’obiettivo della proposta di legge presentata un paio di giorni fa dai consiglieri regionali di Sardegna Vera Gaetano Ledda, Efisio Arbau, Michele Azara e Mondo Perra: una proposta di legge nazionale, che mira al recepimento di una norma europea. Per pascolo permanente, secondo alcune recenti direttive del Parlamento europeo, non si intende più solo un’area nel quale sono presenti prati e distese verdi: può essere anche una zona di pascolo con arbusti e macchia, come è per esempio nelle peculiarità del terreno della Sardegna, che ha poco a che vedere con le grandi distese verdi dei pascoli continentali ma che è il valore aggiunto della carne e del latte prodotti nell’isola. Ma l’agenzia nazionale Agea, come spiegano i promotori della legge, non ha recepito questa direttiva (che risale al 2013) ed ecco quindi che quest’anno, nella definizione delle aree di allevamento destinate a ricevere i contributi Pac, l’isola ha “perso” ben 300 mila ettari di superficie agricola utile. «Un’altra “mazzata” per i nostri allevatori e agricoltori – spiega Gaetano Ledda – che stanno già subendo, in modo drammatico, gli effetti prodotti dalle regole cambiate in corso che obbligano tantissime aziende a restituire somme già percepite. Ecco perché la nostra proposta – aggiunge il consigliere di Sardegna Vera – prevede un effetto retroattivo della definizione di “pascolo permanente” al fine di sanare la situazione sin dall’entrata in vigore delle disposizioni in oggetto». La riduzione della superficie agricola utile ha infatti già comportato per l’agricoltura sarda perdite dirette per svariati milioni di euro e ha avuto, come spiega sempre il consigliere Ledda, «ripercussioni negative anche sull’avvio della nuova politica agricola comunitaria, in quanto le assegnazioni di nuovi titoli avverranno sulla base degli importi che gli agricoltori percepiranno nel 2014 e della Sau dichiarata nel 2015».
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