Sassari, lanciano oggetti dalle finestre: colpite due auto in corsa
Distrutto il parabrezza di un mezzo che passava in via Gorizia, gli occupanti: potevamo perdere il controllo e morire. Sul posto la polizia che però non ha trovato tracce. I testimoni: non è la prima volta
SASSARI. Un botto improvviso e, immediatamente dopo, una ragnatela che si apre nel parabrezza sul lato del passeggero, con schegge che finiscono dentro l’abitacolo e colpiscono i due occupanti, un ragazzo e la sua fidanzata che stavano consegnando delle pizze, e che fortunatamente riescono a bloccare l’auto senza farsi del male.
Sembra di tornare indietro ai macabri tempi del lancio di pietre dal cavalcavia a vedere cosa è successo sabato 29 agosto, intorno alle 22.30, in via Gorizia, nel tratto tra la scuola media 5 e via Istria. A raccontare i fatti gli stessi protagonisti, che hanno postato la cronaca della loro disavventura, corredata di foto, nel frequentatissimo gruppo facebook “Sei di Sassari se”, raccogliendo in pochi minuti decine di commenti.
A causare il botto infatti sembra sia proprio stato un “lancio” di un oggetto fatto forse da uno dei palazzi ai lati della via, forse dal cortile della scuola media. Supposizione che nè gli sfortunati protagonisti (che inizialmente avevano accusato alcune persone su un terrazzo, che però si erano sporte sentendo i rumori) nè la polizia, intervenuta sul posto, sono stati in grado di appurare.
Non è stato trovato nemmeno l’oggetto che ha sbriciolato il parabrezza. Anche se i proprietari del mezzo colpito hanno raccontato che una macchina immediatamente dietro di loro è stata presa, sempre sul parabrezza, da una prugna. Nessun danno ma una brusca frenata che, per miracolo, non ha innescato un tamponamento a catena.
Insomma, lanciatori in azione, su questo non sembrano esserci dubbi. E, a sentire i racconti della gente, non sarebbe nemmeno la prima volta: «Dei ragazzi appena arrivati – racconta nel suo post su facebook il guidatore, che al momento del botto scendeva verso viale Trento – ci hanno detto che nel palazzo di fronte abitano dei ragazzi che spesso fanno cose del genere ma non possiamo accusare nessuno. Non è la prima volta comunque. La polizia ha cercato con la pila ma non c’era nessuno, nemmeno dentro la scuola. Ci è arrivato il vetro dentro con il rischio di rompere la testa alla mia ragazza. Insieme alla polizia abbiamo trovato un cilindro di metallo per terra ma secondo loro non è stato quello a poter fare quel danno».
E oltre il danno, e l’enorme spavento, la beffa: «L’assicurazione non copre questo danno per quello siamo disperati perché per di più stavo consegnando per guadagnare qualche spicciolo e ho perso lì la mia serata di lavoro. Non ho la possibilità di poterlo mettere nuovo ora e la macchina la uso per lavorare e dovrà stare ferma».
Una brutta storia, che poteva finire ancora peggio. Ennesimo campanello di allarme per una città che molto di deve interrogare su quello che le sta succedendo.
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