Sgb, tensioni tra lavoratori e commissario
Durissima protesta dei dipendenti della struttura riabilitativa di Ploaghe senza stipendio da tre mesi
SASSARI. Altro che autunno caldo. Alla San Giovanni Battista di Ploaghe i lavoratori non hanno dovuto aspettare, purtroppo, la fine dell’estate per dissotterrare l’ascia di guerra della protesta. In effetti il motivo, valido e urgente, per riaccendere la protesta ce l’hanno eccome. I mesi senza stipendio infatti ora, con la fine di agosto, sono diventati tre e la situazione si sta facendo sempre più incandescente per i 210 lavoratorti che dal mese di maggio (di quella mensilità hanno avuto peraltro solo l’80 per cento) non percepiscono le loro mensilità e tante famiglie sono letteralmente alla fame. Questo dopo aver sempre e duramente lavorato assicurando agli utenti della struttura sanitaria ben 400 prestazioni giornaliere. Per questo ieri mattina i lavoratori hanno rotto gli indugi e hanno occupato gli uffici e i locali delle direzione della Fondazione intenzionati a farlo anche nei prossimi giorni con iniziative anche più clamorose. «Non abbiamo più notizie da parte di nessuno – si lamentano i dipendenti della SGB – ed è più facile vincere al superenalotto che avere una delibera commissariale dell’azienda. Non esiste un sito istituzionale, obbligatorio per legge, e le poche notizie relative all’attività del commissario straordinario vengono pubblicate nel sito del Comune di Ploaghe». Dopo una mattinata sotto il sole all’ingresso della struttura nel primo pomeriggio è arrivato a Ploaghe il commissario straordinario Francesco Bomboi che ha coraggiosamente incontrato i lavoratori imbufaliti. Dopo il suo lungo intervento, durante il quale Bomboi ha sciorinato dati piuttosto allarmanti, progetti di risanamento definiti e da definire, ipotesi di recupero dei crediti che l’azienda deve incamerare, possibili strategie di rilancio e di sviluppo della struttura, che da Ipab dovrà essere trasformata in Asp. Sugli stipendi arretrati il commissario ha potuto dare garanzie certe soltanto sul restante 20 per cento dello stipendio di maggio. A quel punto i lavoratori sono insorti e qualcuno è andato anche oltre le righe. La gravissima situazione insomma è ben lontana dal vedersi risolta nonostante le buone intenzioni e saranno necessari interventi straordinari e soluzioni immediate per salvare una struttura di eccellenza prezioso punto di riferimento per l’intero territorio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
