Università, quaranta giovani del Maghreb studieranno in città
SASSARI. Sassari e la sua Università inaugurano la rotta con il Maghreb e aprono le porte a quaranta studenti della regione nordafricana che frequenteranno i corsi triennali e magistrali dell’ateneo...
SASSARI. Sassari e la sua Università inaugurano la rotta con il Maghreb e aprono le porte a quaranta studenti della regione nordafricana che frequenteranno i corsi triennali e magistrali dell’ateneo sassarese. Il progetto, denominato “Sardegna Formed”, unico nel suo genere, è finalizzato a promuovere la cooperazione internazionale tra le istituzioni universitarie della sponda sud del Mediterraneo e della Sardegna. Ventotto studenti sono già arrivati in città e ieri mattina hanno ricevuto il benvenuto dal rettore dell’Università di Sassari, Massimo Carpinelli, dalla vicepresidente della Fondazione Banco di Sardegna, Simonetta Sanna, la direttrice dell’Ersu di Sassari, Maria Assunta Serra e dal rappresentante dell’Unimed, Marco Di Donato.
Nell’aula magna dell’Università centrale i 28 ragazzi hanno avuto il loro primo approccio con la realtà sassarese. Arrivano da Algeria, Marocco, Tunisia. Alcuni di loro non capiscono che poche sillabe della lingua italiana, altri parlano già un italiano fluente e confessano che la Sardegna è stata una scelta ben precisa. Molti hanno già una laurea in tasca, conseguita nel loro Paese, nelle Università che hanno aderito al progetto in accordo con Fondazione Banco di Sardegna, Unimed (Unione delle Università del Mediterraneo) ed Ersu. A Sassari studieranno Scienze biologiche, Archeologia, Pianificazione, Gestione dell'ambiente e del territorio, Economia, Economia aziendale, Scienze e tecnologie agrarie, Scienze delle produzioni zootecniche, Scienze dell'uomo.
Sono in Sardegna carichi di speranze ed entusiasmo. Come Nasrine Chemli, 27 anni, tunisina, che ha scelto Architettura, ad Alghero, affascinata dal corso magistrale in Pianificazione del territorio. «Penso che questa formazione potrà essermi utile per avere una visione ampia e moderna del mondo». O Mohammed, 28 anni, anche lui tunisino, un grande sorriso stampato sul volto e anche lui conquistato dalla facoltà di Architettura di Alghero: «Ho scelto subito il corso di pianificazione territoriale, è proprio il percorso di studi che cercavo», e poi, Mohammed ha una motivazione in più: «Adoro l’italiano e voglio impararlo al meglio», ammette. Benché arrivino da un Maghreb in gran parte in tumulto, loro nel loro Paese si sentono al sicuro: «In Tunisia abbiamo un governo forte in grado di garantire stabilità. I problemi di altri Stati come la Libia sono lontani».
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