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Sassari

Sassari invasa dai topi, decine di interventi

di Giovanni Bua
Una scena di Nosferatu di Werner Herzog
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Una scena di Nosferatu di Werner Herzog

Secondo gli esperti sono 125mila, Multiss in azione 40 volte solo ad agosto. La Provincia: ma non c’è alcun allarme

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SASSARI. Allarme topi in città. Decine di segnalazioni, più di quaranta interventi, tra quelli a chiamata e i programmati, fatti dalla Multiss nel solo mese di agosto. E inizio settembre caldissimo, con i ratti che avrebbero letteralmente invaso via Roma, la parte alta di viale Umberto, tutte le vie limitrofe al carcere di San Sabastiano (al cui interno sembra ci sia ormai una vera e propria colonia), ma anche il fosso della Noce, il centro storico, il Monte, Santa Maria di Pisa e perfino Platamona, una delle zone con la maggiore concentrazione di pantegane e affini.

Un elenco che finisce per comprendere tutta la città e che cresce per molti fattori. Uno su tutti: l’importante serie di lavori messi in campo su reti e fognature da Abbanoa. Attesi e sacrosanti ma anche inevitabilmente portatori di inconvenienti. Che oltre all’acqua staccata o di varie colorazioni hanno aperto la strada dell’invasione ai non molto amati roditori. Ma non è solo Abbanoa: ovunque ci sia un cantiere aperto, e magari dimenticato i topi trovano facile via d’uscita. Ne sanno qualcosa in via Anglona, dove i lavori abbandonati per la posa della rete telefonica sono diventati una porta girevole tra le fogne e gli appartamenti della zona.

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«Si tratta di un fenomeno normale, quando ci sono scavi, ma questo non significa che i topi siano aumentati – assicurano dal settore Ambiente del Comune –. Magari ad agosto c’è stato un incremento dei lavori. E a questo bisogna aggiungere che in questo periodo gli animali vanno alla ricerca di nuovi cunicoli e di provviste per l’inverno».

I topi ci sono sempre, insomma, e bisogna farsene una ragione. C’è di più: come in ogni altra città d’Italia (la media aumenta nelle località di mare), ad ogni cittadino corrisponde un topo. Quindi in città si parla di oltre 125mila tra topolini e pantegane, di cui gli esperti del Comune qualche anno fa si erano perfino avventurati a tracciare una piantina basata su un complicato calcolo di esche piazzate in prossimità delle colonie avvistate.

Una battaglia è impossibile da vincere, ma che comunque Comune e Provincia combattono con impegno. «Trasmettiamo ogni richiesta – spiegano dal Settore Ambiente comunale in via Ariosto – alla Provincia, che è competente in materia. E di norma vengono evase in tre o quattro giorni. Invitiamo tutti i cittadini a contattarci al numero verde 800012572 per ogni segnalazione. Chiaramente l’intervento sarà nelle aree pubbliche».

Richieste che arrivano alla Provincia che le gira alla controllata Multiss. Che, dopo il non facile inizio d’anno, è al lavoro da tutta l’estate a pieno regime: 41 interventi solo nel mese di agosto. Scuole, tribunale, campi di calcio. Il poliambulatorio Conti in via Giagu e quello Inam in via Zanfarino. E poi Casa Serena, i capannoni dell’ex Corea di via Nenni, l’istituto Figlie di Maria in via Rolando, l’archivio storico e i locali dell’Urp della Provincia, il Provveditorato a Baldinca e l’archivio notarile in via Baldedda, il museo Sanna, la caserma Lamarmora e il cimitero. E l’elenco potrebbe continuare ancora, tra vie, giardini e parchi.

«Niente panico – rassicurano dalla Provincia – è come ogni anno. E le squadre, quattro, sono pienamente operative». L’allenamento d’altronde non manca. I ratti uccisi ogni anno sono intorno ai 10mila. Poca roba per impensierire uno degli animali più prolifici e resistenti che si conoscono in natura. E che, con buona pace di noi umani un po’ schifiltosi, continua placido a vivere sotto i nostri piedi.

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