Commozione e lacrime per i marinai morti

Ieri è stata deposta una corona di fiori sul monumento dedicato ai caduti della corazzata Roma

PORTO TORRES. Commozione e qualche lacrima ieri mattina durante la deposizione della corona di fiori al monumento ai caduti della corazzata Roma nel Lungomare Balai. Un momento davvero particolare quello che ha visto avvicinarsi alla scultura commemorativa, rappresentata da un ancora rivolta verso il luogo dell’affondamento, il superstite della “Roma” Aldo Baldasso accompagnato da Maria Bergamini, nipote dell’ammiraglio Bergamini, comandante della corazzata deceduto nell’attacco del 9 settembre 1943. Un silenzio quasi irreale a ricordare un fatto tragico dimenticato troppo in fretta dalla storia, e riportato in attualità dalla associazione “Corazzata Roma” fondata da Nicola Puggioni in collaborazione col documentarista Roberto Barbieri. Dopo la visita doverosa al monumento posizionato anni fa dalla Lega navale italiana - su iniziativa dell’allora presidente Michelino Acciaro - la location si è spostata alle 10,30 al Museo del Mare per l’inaugurazione del primo Memoriale ai caduti delle tre navi: presenti le delegazioni delle associazioni marinai di Alghero, Porto Torres e Carloforte, forze armate e tanti curiosi che hanno voluto conoscere la storia di chi si è immolato inconsapevolmente per obbedire agli ordini dei superiori e servire la Patria. I pannelli sul muro riportano tutti i nomi di caduti e dispersi di quel tragico giorno, compresa la storia delle tre navi che fino ad allora erano l’orgoglio della marina italiana. Il relitto della Roma poggia a circa 1300 metri di profondità nel golfo dell’Asinara, mentre le navi Vivaldi e Da Noli sono inabissate nel tratto di mare poco lontano dalle Bocche di Bonifacio. Una storia che ha appassionato la vita di Giovanni Battista Conti, figlio di un superstite, che attraverso 30 anni di ricerche e documentazione ha cercato di fare luce su una vicenda che merita di essere ricordata. (g.m.)

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