La Cassazione conferma: Pippolandia resterà aperto
SASSARI. Per sequestrare i canili nei quali non vengono rispettati appieno i diritti degli animali, anche i più basilari - come quello di essere portati a spasso fuori dalle gabbie, avere acqua...
Per sequestrare i canili nei quali non vengono rispettati appieno i diritti degli animali, anche i più basilari - come quello di essere portati a spasso fuori dalle gabbie, avere acqua pulita e luoghi separati per i quattrozampe malati - deve essere provato lo stato di «grave sofferenza degli animali», non basta che siano tenuti «in uno stato di benessere molto carente».
Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 36377 della Terza sezione penale - le cui motivazioni sono state depositate ieri - che ha respinto il ricorso della Procura di Sassari contro il dissequestro del canile “Pippolandia” di Ittiri. La struttura, convenzionata con sedici Comuni, ospita circa 350 cani ed è autorizzata a trattenerne fino a 500. Le condizioni dei quattrozampe ospitati a “Pippolandia” sono stati oggetto di denunce di associazioni animaliste, ma evidentemente per mettere i sigilli ai canili non proprio “modello” il disagio manifestato dai cani deve sfociare in una forma patologica grave.
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