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Sassari

Ce.Di. Sisa, 180 lavoratori rischiano il licenziamento

Ce.Di. Sisa, 180 lavoratori rischiano il licenziamento

Precipita la vertenza degli addetti che operano nella piattaforma a Codrongianos Fallita l’iniziativa in Commissione conciliazione, niente ammortizzatori sociali

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SASSARI. Si inasprisce ulteriormente la vertenza dei lavoratori del Ce.Di. Sisa (140 del settore trasporti e altri 40 di quello del commercio) di Codrongianos.

L’incontro che si è svolto ieri alla Commissione conciliazione dell’Ufficio provinciale del lavoro, infatti, ha fatto emergere la totale assenza di novità su una vertenza che - dopo mesi di trattative - ha regalato solo promesse che poi non hanno trovato riscontro nella realtà.

Le segreterie territoriali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil Trasporti, hanno confermato che anche il piano industriale che era stato presentato dall’azienda non ha trovato, al momento, alcuna applicazione.

«Nei giorni scorsi – hanno spiegato Boeddu, Deliperi e Ruiu, a nome delle segreterie sindacali di categoria – abbiamo appreso che quello che doveva essere presentato come un nuovo partner capace di risollevare le sorti della piattaforma di Codrongianos, non è altri che un consorzio interessato esclusivamente all’affitto di parte dell’immobile, per altro senza sentirsi obbligato all’integrazione del personale».

Una beffa, dunque, per i lavoratori che hanno seguito con grande senso di responsabilità, partecipazione e tante speranze, l’evoluzione delle trattative. Una situazione complicata, certamente, ma con spiragli importanti per essere guidata verso una soluzione positiva.

«Con senso di responsabilità – hanno sottolineato ancora i sindacati – i lavoratori hanno dato mandato alle organizzazioni sindacali per formulare una proposta che arrivasse a una decurtazione del loro salario (che in alcuni casi arrivasse anche al 20 per cento), e questo per abbattere il costo del lavoro nella fase di start-up. Spiace constatare, però, che il sacrificio dei lavoratori non è stato apprezzato e neppure considerato sufficiente dalla controparte. É evidente, che la responsabilità della situazione che si è venuta a creare non può essere imputata al costo del personale, ma - presumibilmente - a scelte industriali sbagliate che nulla hanno a che vedere con il costo del lavoro».

C’è da dire che i lavoratori non sono mai venuti meno al proprio senso di responsabilità: in tutti questi mesi, infatti, hanno continuato a lavorare pur senza certezze per il loro futuro e per le rispettive famiglie, oltre tutto senza percepire interamente le retribuzioni maturate e i rimborsi Irpef dovuti per legge.

Ora si apre la fase più delicata, quella che può trascinare i lavoratori verso il traguardo drammatico del licenziamento. Una eventualità che sembrava scongiurata e che ora si ripresenta in tutta la sua pericolosità per i 180 lavoratori del Ce.Di. Sisa. (g.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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