I sindacati: area di crisi, serve un percorso comune
Cgil, Cisl e Uil riconoscono la novità del “tavolo” convocato a Palazzo Ducale «È mancato un coordinamento preventivo per superare la generale confusione»
SASSARI. «Un protocollo di governance, che chiarisca le dinamiche di partecipazione e gli apporti di ciascun soggetto alle rivendicazioni e proposte del tavolo territoriale sull’area di crisi». Questo l’atto preliminare che secondo i segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil Francesca Nurra, Gavino Carta e Giuseppe Macioccu è mancato all’incontro a Palazzo Ducale del 7 settembre, e che invece è indispensabile per avviare un costruttivo confronto. «Prima di chiamare l'assessore regionale all'industria – spiegano i sindacati – avremmo prima dovuto superare la generale confusione di frammentarie proposte per fare una sintesi preventiva».
Una critica sul metodo che non inficia comunque la partecipazione a un tentativo che ha le sue novità rispetto a «uno strumento come il tavolo dell'area di crisi, insediato fin dagli inizi degli anni '90, nato come strumento di partenariato ed accordo dei vecchi contratti d'area e poi nel tempo mantenuto come tavolo di sintesi politica provinciale, con Cgil, Cisl e Uil che vi partecipano sin da allora».
La novità è che: «Quel tavolo era parziale in termini di rappresentanza complessiva e agiva con una dinamica di governance che avremmo voluto migliorare, per contenuti non solo industriali, ma del complesso dei temi di sviluppo del territorio. In tal senso Cgil, Cisl e Uil, prendendo atto del superamento delle Provincie nella fase attuale hanno proposto al sindaco di Sassari di farsi promotore di un tavolo permanente di sintesi politica territoriali, che su tutti facesse analisi e condividesse con deliberati posizioni comuni su tutti i temi e le rivendicazioni sullo sviluppo, avendo riguardo a comporre il tavolo certamente con le organizzazioni di rappresentanza del lavoro, dell'impresa, della cooperazione, insieme ad una rappresentanza allargata (oltre i 3 comuni del vecchio tavolo dell'area di crisi. Il sindaco si è detto d'accordo con il formulare la proposta ai comuni del territorio e poi proporlo in un tavolo con le associazioni di rappresentanza».
«Per questo – chiudono i tre rappresentanti sindacali – pur non condividendo il metodo, abbiamo partecipato alla riunione del 7 per affermare la nostra adesione al metodo proposto: un percorso e progetto di governance territoriale, affermando il giusto protagonismo di tutti e non in risposta alle sollecitazioni di questo o quel soggetto, mosso da pur legittimi interessi particolari. Su questo terreno Cgil, Cisl e Uil territoriali sono pronte come sempre a dare il loro contributo, molto dipenderà anche dalle reali volontà di altri soggetti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
