Ipotesi di accordo per la Ce.Di.Sa.
Assunzione per 50 lavoratori e cassa integrazione in deroga per gli altri 140
SASSARI. Per adesso si tratta solo di un “accordo fra gentiluomini”, ma quanto accaduto ieri mattina nel corso dell’incontro fra i rappresentanti dei 180 lavoratori della Ce.Di.Sa. (i segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil dei settori Trasporti e Commercio) e quelli del consorzio che intende rilevare la piattaforma logistica (deposito) di Codrongianos, è sicuramente un passa avanti rispetto allo scontro frontale dei giorni scorsi. Un accordo solo verbale, che dovrebbe essere ratificato nei prossimi giorni, ma che può essere il punto di ripartenza per l’ex Ce.Di.Sa. reso possibile grazie al classico “passo indietro” fatto dalle parti.
L’ipotesi di accordo prevede l’assunzione immediata di una cinquantina di ex dipendenti Ce.Di.Sa (cinque dei quali scelta dai nuovi proprietari del deposito di Codrongianos, lavoratori che non perderanno gli scatti di anzianità ma solo quella parte di remunerazione extracontrattuale. Questo, però, solo per una durata di sei mesi, nella fase di ripartenza dell’azienda, rinnovabili per altri sei mesi ma a fronte di nuove assunzioni. Che dovranno essere pescate dalle liste previste dal codice civile, basate su anzianità, numero delle persone a carico, e così via.
Per gli altri, invece, si punta alla cassa integrazione in deroga, di competenza della Regione. «Ed è per questo che insisto perché alla firma dell’accordo, sabato o al massino lunedì prossimo – sottolinea il segretario della Filt-Cgil Arnaldo Boeddu – siano presenti i rappresentanti dell’assessorato regionale al Lavoro». La speranza dei lavoratori, che anche ieri mattina presidiavano i cancelli, è che con la ripresa del mercato possa ripartire anche la piattaforma logistica.
Un’ipotesi di accordo visto di buon occhio anche dal liquidatore della Ce.Di.Sa, il commercialista Oreste Antignano, che proprio avantieri aveva sottolineato che la proposta del consorzio di imprese che intende rilevare l’ex Ce.Di.Sa. era l’unica soluzione in grado di far ripartire l’impianto. Antignano aveva anche compreso il sacrificio dei lavoratori ai quali si chiedeva di ripartire “da zero” (l’ipotesi di accordo non lo prevede più). Per Oreste Antignano «un piano industriale (che non è della CeDi Sardegna) serio e presentato in maniera molto chiara che richiede sacrifici anche - ma non solo - dai lavoratori, e che – concludeva il liquidatore della De.Di.Sa. – allo stato attuale è l'unica ipotesi di rilancio della piattaforma e dell'occupazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
