Un cimitero del Cinquecento sotto il piazzale di San Basilio
Sennori, i lavori di scavo condotti dalla Soprintendenza riportano alla luce un pezzo di storia Ritrovati tre scheletri (uno è forse di un bambino) ricoperti di frammenti di vasellame
SENNORI. Tre scheletri umani, di cui due in ottimo stato di conservazione, databili intorno al 1500. È la recente scoperta fatta dagli archeologi sotto al piazzale della chiesa patronale di San Basilio, a Sennori, dove da qualche settimana sono in corso i lavori di consolidamento della struttura.
Curiosità in paese per l’inedito tassello che arricchisce la storia sennorese e grande attesa per l’intervento in corso nelle domus de janas che potrebbe portare alla luce nuovi reperti.
Il ritrovamento. Gli scavi sono stati concentrati nell’area centrale del piazzale della chiesa di San Basilio, a pochi passi dal campanile restaurato di recente. È stato sufficiente scavare circa 50 centimetri per portare alla luce un pezzo di storia di Sennori fino a pochi giorni fa ancora sconosciuto. Nei quattro punti di scavo (fosse) sono stati ritrovati i resti umani di 3 persone costellati di frammenti di vasellame ceramico databile – presumibilmente – al 1500. Due dei tre scheletri rinvenuti, con tutta probabilità sono riferibili il primo a una persona adulta (donna o uomo è ancora da stabilire); e l’altro, più piccolo, forse a un bambino.
Va ricordato che la scoperta di un cimitero intorno alla chiesa parrocchiale fu fatta circa 60 anni fa, durante i lavori per l’ampliamento del piazzale, supervisionato da Vico Mossa. Già all’epoca fu segnalata la presenza di un’area di sepoltura (cimitero) intorno all’edificio di culto, ma non fu effettuato un vero e proprio scavo degno di nota.
Il team. La recente scoperta è frutto della sinergia fra la responsabile dello scavo, Rossella Colombi, archeologa, ricercatrice indipendente e docente alla scuola di specializzazione di Oristano; la direttrice scientifica dello scavo, Daniela Rovina, della Soprintendenza per i Beni archeologici; e il direttore dei lavori di consolidamento, Marco Terzitta. Il team è entrato in azione non appena gli operai hanno cominciato la rimozione della vecchia pavimentazione.
Altre tombe nell’area?«Abbiamo scelto di scavare in un punto significativo dove, con tutta probabilità, oltre alle tombe rinvenute potrebbero esserne presenti delle altre. Con gli scavi odierni è stato possibile valutare quello che fino a ieri era soltanto un potenziale archeologico e storico», spiega l’archeologa Rossella Colombi. Il valore della scoperta sarà stabilito in seguito agli esami antropologici sui reperti ossei e allo studio dei frammenti ceramici: potrebbero essere eseguiti dagli specialistici dall’Università di Sassari. Al netto dei risultati che verranno fuori dagli studi sui reperti, il primo risultato utile è la mappa della piazza stilata dagli archeologi che consentirà di pianificare al meglio gli interventi futuri, evitando di canalizzare reti o tubazioni nei punti sensibili.
Domus de janas. Ulteriori ritrovamenti potrebbero arrivare dal cantiere per la sistemazione delle domus de janas che si trovano a pochi passi dal municipio sennorese. Si tratta di lavori di consolidamento di un costone, franato in seguito al nubifragio del giugno 2014. Inoltre, verrà realizzato anche il restauro monumentale del sito, da tempo immerso nel degrado.
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