Tutti in classe tra sogni e piccole paure
Per i 46mila studenti della provincia ieri è suonata la campanella. L’emozione delle matricole e gli auguri del sindaco
SASSARI. La colonnina del mercurio segna ancora 29 gradi e l’afa continua a essere asfissiante. Ma il calendario scolastico ovviamente non tiene conto della temperatura ferragostana e per gli studenti della provincia l’estate è finita esattamente alle 8.15 di ieri mattina. Tra elementari, medie e superiori sono tornati sui banchi poco più di 46mila alunni. E di fronte all’ingresso degli istituti del capoluogo si sono ripetute le classiche scene cui lo squillo della prima campanella fa da colonna sonora: i papà che diventano fotografi professionisti pur di immortalare l’evento, le mamme commosse alla vista della loro creatura con indosso il grembiulino ma assolutamente incuranti di aver bloccato il traffico lasciando l’auto in doppia fila, i bambini più piccoli presi per mano e quelli delle Secondarie di primo e secondo grado che si fanno accompagnare al massimo sino all’angolo della via, perché ormai sono «grandi». Eppure, nonostante le differenze legate all’età, tra gli studenti che iniziano le lezioni c’è un comune denominatore: l’emozione di fare un altro piccolo grande passo verso il futuro, di conoscere nuovi amici e , vale soprattutto per le matricole, la paura iniziale di affrontare un mondo inesplorato e del quale si è soltanto sentito parlare. Piccole paure fisiologiche compensate dalla voglia di crescere e di imparare. Come nel caso di Paola Chiara Lochi, al suo esordio al liceo coreutico dell’Azuni. Ad attenderla all’uscita di scuola, per sondare le prime impressioni, ci sono i genitori. «Siamo di Cabras - racconta il papà Ruggero - e oggi abbiamo voluto stare con lei, poi alloggerà al convitto». Cristiana, che ha scelto invece il liceo classico, si dice sorpresa dalla grandezza della scuola, mentre la compagna Maria Antonella non si dice preoccupata più di tanto dallo spauracchio del latino e del greco.
Chi è totalmente spensierata è invece Giorgia Rassu, sei anni, che è entrata in prima elementare al Sacro Cuore: tutti i suoi dubbi e le sue curiosità sul nuovo mondo scolastico se li è fatti chiarire dalle due sorelle poco più grandi, ma sotto il profilo dell’istruzione già super esperte.
In quella stessa scuola, ieri mattina, si sono presentati anche il sindaco Nicola Sanna e l’assessore l’assessore comunale alle Politiche educative, Maria Francesca Fantato. Un in bocca al lupo, il loro, ma anche un impegno a risolvere nel più breve tempo possibile i problemi strutturali degli edifici. «Ogni riforma porta con sé cambiamenti, novità, speranze e preoccupazioni - ha detto il primo cittadino rivolgendosi sia ai bambini sia ai loro insegnanti -, ma nonostante tutto dobbiamo essere tutti impegnati per dare il meglio alle nostre nuove generazioni. Ci sarà il tempo giusto per cambiare alcune cose sbagliate e perciò ingiuste». Poi una promessa. «Vogliamo rafforzare il dialogo e il confronto con le diverse componenti sociali che animano la vita di Sassari - ha continuato il sindaco -, stimolarne il contributo propositivo, promuovere occasioni di partecipazione. La scuola, nelle sue diverse articolazioni, è una di queste componenti più importanti e che ci stanno più a cuore, perché parlare di scuola è parlare del futuro della nostra città. L'obiettivo dell'amministrazione resta sempre quello di “parlare con la scuola e nella scuola”, per comprenderla maggiormente e renderla migliore».
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