Il Coro di Ozieri al festival in Ungheria

OZIERI. E' sempre sulla "piazza", col solito grande impegno e capacità unanimamente apprezzata, il Coro di Ozieri, in attività fin dal 1976, anno in cui fu rifondato da Mario Coloru che ebbe il...

OZIERI. E' sempre sulla "piazza", col solito grande impegno e capacità unanimamente apprezzata, il Coro di Ozieri, in attività fin dal 1976, anno in cui fu rifondato da Mario Coloru che ebbe il merito di riuscire a riunire nuovamente attorno a sè un folto gruppo di appassionati del bel canto isolano. Da allora non si contano i concerti tenuti in ogni parte della Sardegna, del Continente ed anche all'estero con prestigiosi successi e consensi ovunque riscossi.

La linea musicale prevalente nei loro canti è legata al più classico stile logudorese (da su Dia-Doi a su cuncordu - cussertu e tenore - al vivace andante de S'anzonedda). Dal 2010 è promotore degli incontri tra i cori che seguono la melodia nuorese e quella più comunemente in uso in Logudoro. Applaudite esibizioni oltre confine: in Lettonia, Germania, Bulgaria, Francia, in Svizzera. Ha preso parte, in ogni occasione facendo grande onore alla Sardegna, a rassegne internazionali con gruppi della Cecoslovacchia, Israele, Spagna, Portogallo, Lettonia, Messico, Macedonia, Cecenia, Ossezia del Nord, Bulgaria, Paesi Baschi, Bielorussia. Una serata memorabile al Festival Internazionale dei Due Mondi di Spoleto ed in numerosi altri centri un po' dovunque nella penisola con presenza anche in Rai 1 su "Uno Mattina". Nel 1997 ha ricevuto il Premio "Il nuraghe" per l'impegno svolto a favore della cultura sarda e la sua più congrua diffusione nel mondo. Stesso riconoscimento nel 2008 da parte della Provincia di Sassari.

Prossimo appuntamento per venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre in Ungheria per il Festival Internazionale dei Cori contraddistinto dal logo “Sulla strada del vino-Vilàni Siklosi”, in cartellone a Batthyàby, a Codaly, Pecs. Il gruppo di Ozieri interpreterà diversi brani del suo ricco repertorio del folclore isolano ed insieme agli altri cori, pezzi di musica classica italiana ed ungherese. «Purtroppo – dice uno storico componente del Coro- – nell'occasione dovremo gestirci da soli. Saremo infatti senza un direttore in quanto non potrà essere con noi il maestro Coloru».

Gerolamo Squintu

WsStaticBoxes WsStaticBoxes