«Ospedale già vecchio, stop al bando»
Ganau e Lai si rivolgono a Pigliaru per rivedere le scelte: «Sprecheremo enormi risorse per un accorpamento solo fittizio»
SASSARI. Il progetto del nuovo ospedale messo a bando dall’Aou ai primi di settembre attecchirà sull’investimento più sostanzioso che Sassari vedrà forse per i prossimi vent’anni. È una scelta fondamentale per il territorio, sulla quale sta montando un acceso dibattito. Nonostante la conferenza di servizi promossa dall’Aou sia filata liscia, le perplessità sugli assetti futuri della sanità cittadina sono diverse. All’interno del Pd sia Silvio Lai che il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau sono molto scettici sull’efficacia del progetto del nuovo ospedale e chiedono a Pigliaru di sospendere il bando e ripianificare tutto. «Stiamo parlando di un progetto che nei fatti contraddice e affossa l'idea di Sassari come secondo polo sanitario sardo», attacca Silvio Lai. «Non avremo un ospedale nuovo, non ci sarà un accorpamento vero e proprio tra il civile e le Cliniche – sottolinea Ganau – ma ci dovremo accontentare di due pezzi di ospedale. Dove sta la modernità in tutto questo?».
La storia. Nel 2013 l'Università annuncia di aver ottenuto 95 milioni di euro di risorse europee dalla Regione, che destina per ristrutturare gli edifici ospedalieri esistenti, stecche bianche e Clemente, e per fare il nuovo materno infantile. L’obiettivo era questo: fare 180 posti letto nuovi e ristrutturare gli edifici dove si trovano gli altri 290. Ma ai primi del 2014 la Giunta Pigliaru decide per il Mater Olbia e allora diventa chiaro che da un progetto di ristrutturazione di 470 posti letto occorre passare al disegno della struttura complessiva dell'ospedale di Sassari, eliminando doppioni e riorganizzando le discipline.
Criticità. Ambizione molto più facile a dirsi che a realizzarsi. Basti pensare che sul piano amministrativo burocratico il processo di nascita dell'Aou non si è ancora definitivamente concluso a 9 anni dal suo varo e sono ancora evidenti tutte le difficoltà. «In pratica – spiega Silvio Lai – si cerca di mettere insieme un ospedale che si occupa di emergenza urgenza per 24 ore al giorno per ogni giorno dell'anno con un sistema che è organizzato invece per fare lavoro programmato perché ha l'obiettivo della formazione e la priorità della ricerca. Due mondi che in generale hanno lavorato separati e che per motivi economici e di razionalizzazione ora sono costretti a fondersi».
Il nuovo ospedale. «Il progetto messo a bando non è all'altezza di quest'obiettivo – spiega Silvio Lai – Sul piano strutturale si costruisce un ospedale lineare, lungo tutta viale San Pietro e via Enrico De Nicola, che parte dal palazzo Clemente per arrivare all'ala sud del Santissima Annunziata in un continuum che passa sotto la metropolitana con un tunnel, e sopra con sovrappasso, e attraversa il nuovo materno infantile che sostituirà il palazzo rosso inagibile. Una struttura che risulterà dispersiva e inefficiente sul piano funzionale per i lunghi percorsi che operatori e pazienti dovranno fare, quanto costosa sul piano gestionale».
I tempi. Non basta: «Sul piano della costruzione ci sono tempi molto lunghi che porteranno ad un opera per la quale serviranno 9-10 anni con complicazioni (prevedibili) e che costringeranno operatori e pazienti a vivere in un cantiere perenne e rischioso, con le ditte che dovranno lavorare mentre sono in funzione anche le sale operatorie. Al contrario con un nuovo unico edificio i tempi sarebbero quelli della costruzione del materno infantile, senza neanche attendere demolizioni».
I costi. C’è però un problema: se si superasse la data del 31 dicembre si perderebbe il 5% della somma. «È un rischio che si può correre – sostiene Ganau – Il rischio più grosso invece è quello di mandare al bando una incompiuta. Infatti al momento non esiste la copertura finanziaria della stecca bianca aggiuntiva, l’unica struttura che garantirebbe un trasferimento completo delle funzioni. In pratica è la soluzione che aveva già suggerito il vecchio progetto della Aou. Allora forse è più ragionevole cercare di reperire altre risorse per realizzare un ospedale vero e completo, e non un’opera a metà». Silvio Lai invece ragiona calcolatrice alla mano: «Dei 95 milioni disponibili, 25 serviranno per il nuovo materno infantile e 70 per ristrutturazioni, ampliamenti e connessioni del lungo ospedale. Se con 25 milioni si fanno 180 posti letto e il nuovo ospedale ne ha bisogno di 800, il fabbisogno finanziario per una nuova struttura non è lontano dalla cifra disponibile. Ma se anche ne servissero 150 per fare un nuovo ospedale non voglio credere che non si possano trovare, sia con finanza pubblica, tra fondi europei o regionali, che con finanza di progetto».
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