Il padre di Marco alla guida di un altro Tir
Ossi, Tonino Cuguttu precedeva il figlio di alcuni chilometri al momento dell’incidente in cui il giovane è rimasto ucciso
OSSI. Una tragedia nella tragedia. Marco Cuguttu, il giovane camionista di Ossi rimasto vittima di un gravissimo incidente sull’autostrada 21 nei pressi di Piacenza, l’altro giorno era preceduto di pochi chilometri dal padre Tonino, anch’egli alla guida di un altro Tir. Marco infatti era figlio d’arte. Da piccolo aveva seguito il padre, ploaghese sposato e residente ad Ossi da oltre trent’anni, nel difficile e logorante lavoro di camionista. Gradatamente, col tempo, i primi viaggetti sotto il controllo di Tonino, padre attento e autista di lunga esperienza, apprezzato e ricercato da impresari e imprenditori. Poi, piano piano, i primi impegni da professionista, alle dipendenze della ditta Piroddu.
Alla periferia di Piacenza, sulla tangenziale nord che raccorda l’Autostrada del Vino con la A 21, procedevano tutti e due, davanti Tonino e, a distanza Marco, diretti verso la stessa destinazione. Nel percorso che li separava l’incidente mortale tra le due auto d’epoca, che ha scatenato il putiferio.
Tonino, il padre, lentamente, supera gli ostacoli e le misure di sicurezza frapposti dalle forze dell’ordine, passa e prosegue sino a destinazione. Mentre l’attesa del figlio diventa sempre più lunga e snervante comincia ad insinuarsi un pensiero, che alla fine prende corpo, quando qualcuno (un collega?) gli comunica la drammatica notizia. Quel che succede dopo è un mare confuso di eventi che si accavallano sconvolgendo un insieme di vite che sino a quel momento scorrevano nella più assoluta serenità tra lavoro, tempo libero e impegni familiari.
Tonino era arrivato oltre trent’anni fa da Ploaghe ad Ossi, dove si era sposato e aveva costruito la sua casa, prima a Litterai in via Leopardi e poi a Sos Pianos. Marco viveva da qualche tempo con la sua giovane compagna in via Leopardi e solo un mese fa era stata battezzata la figlia. Era un ragazzo socievole, ricordano i tanti amici, di compagnia, “di greffa” come si suol dire, che, quando non era in viaggio per lavoro, trascorreva il tempo con la famiglia, i genitori, la giovane moglie, la bambina che adorava e i coetanei con i quali trascorreva le serate in piena allegria. Una passione e un hobby, quello della moto, che coltivava però con giudizio, da autista provetto e responsabile, cosa che, ironia della sorte, non è stata sufficiente a salvargli la vita.
Tutto si è interrotto mercoledì, quando la ferale notizia è piombata in famiglia e in paese sconvolgendo una giornata di assoluta normalità. A ricevere il triste messaggio, che ha lasciato i familiari ammutoliti, è stato il cognato. Poi le lacrime infinite e sconsolate e il viaggio verso Marco per riportarlo a casa dopo l’ultimo bacio.I funerali potrebbero svolgersi domani ma la data non è stata ancora ufficializzata.
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