La Nuova Sardegna

Sassari

Razzi Vega, ora si accende la polemica

di Gavino Masia
Razzi Vega, ora si accende la polemica

Fa discutere il progetto di installare due piattaforme di lancio nell’area industriale. Il sindaco: «Scarso impatto ambientale»

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO TORRES. Sui social network si è acceso un dibattito al vetriolo, con post di proteste e interrogativi da parte degli internauti, sul progetto che prevede la realizzazione di due piattaforme per testare i motori del razzo Vega, vettore europeo per il lancio di satelliti artificiali nello spazio, all’interno dell’area industriale della Marinella.

Il docente dell’università di Cagliari Giacomo Cao, presidente del Distretto Aerospaziale della Sardegna, nelle scorse settimane aveva infatti annunciato l’avanzamento delle trattative per l’acquisto di un sito a Porto Torres dove realizzare il progetto con un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro. La vicenda aveva indotto il gruppo consiliare del Pd a presentare una interrogazione al sindaco per sapere se il progetto annunciato dal Dass fosse stato presentato all’amministrazione comunale e se non ritenesse opportuno informare i cittadini e il consiglio comunale del relativo piano industriale per le opportune valutazioni.

Il sindaco Sean Wheeler, in occasione del consiglio comunale di giovedì, ha detto di conoscere il progetto: «I rappresentanti di Avio alcune settimane fa sono venuti in Comune a prospettarci l’idea, senza un progetto definitivo, e il giorno prima sono stati dal presidente della Regione: gli stessi rappresentanti poi hanno parlato anche con Syndial per vedere se era possibile trovare un’area di 38 ettari nella zona industriale».

Il progetto consiste nella realizzazione di un centro prove a Porto Torres, mentre il vettore verrebbe costruito nello stabilimento di Colleferro, vicino a Roma. «Gli ingegneri di Avio mi hanno esposto il progetto come particolarmente innovativo, all’avanguardia e di livello mondiale – ha aggiunto Wheeler – e io l’ho ritenuto tale: dal punto di vista dell’impatto ambientale le emissioni e i componenti dei gas di scarico di questi reattori rimangono infatti nell’ambito dei 300 metri dal punto di accensione». Il primo cittadino, sembra quindi non essere contrario a questo progetto in fase embrionale, ma l’opposizione ritiene fondamentale fare invece le valutazioni sull’impatto ambientale e i rischi che esso può comportare. «Questo anche alla luce di una nota diffusa dai consulenti tecnici nell’inchiesta e nel processo sul disastro ambientale avvenuto nell’area del Poligono di Quirra – ha detto il consigliere Pd Luciano Mura –, dove consulenti riconosciuti nel mondo accademico e non solo affermano che effettuare prove sui motori dei missili destinati a portare i satelliti in orbita, significa accendere il razzo a terra fissandolo a una imponente rampa d’acciaio che lo blocca: nel giro di poche decine di secondi perciò, in quel punto, vengono bruciate decine di tonnellate di combustibile, con il rilascio di un enorme nube di vapori tossici che forma una colonna alta centinaia di metri, destinata poi a diffondersi nello spazio circostante».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative