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CeDi Sardegna, licenziati 180 lavoratori

Pinuccio Saba
Una manifestazione dei lavoratori del CeDi
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Una manifestazione dei lavoratori del CeDi

Rottura delle trattative sulla mancata applicazione dell’articolo 18. Salta l’accordo fra gentiluomini di una settimana fa

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SASSARI. Precipita la situazione alla società Ce.Di. Sardegna Spa, il centro per la distribuzione di generi alimentari che sorge a Codrongianos, in seguito alla rottura delle trattative con le organizzazioni sindacali, trattative che una settimana fa sembravano aver raggiunto l’equilibrio fra le richieste dei lavoratori e le esigenze della nuova società, il Consorzio Europa Sigma Italia, intenzionata a rilevare l’azienda.

Ieri, luned' 21, infatti, le organizzazioni sindacali non hanno voluto firmare l’accordo (neppure il verbale di mancato accordo) perché la controparte non avrebbe mantenuto gli impegni assunti la settimana scorsa anche se solo verbalmente.

Per il liquidatore della Ce.Di. Sardegna Oreste Antignano, l’atteggiamento assunto dalle organizzazioni sindacali, e in particolare dalla Cgil, lo avrebbe lasciato basito poiché senza l’accordo fra le parti la sorte dei 135 lavoratori dei trasporti è segnata. E infatti la Ce.Di, azienda in concordato preventivo, avrebbe confermato i 135 licenziamenti, che vanno ad aggiungersi ai 45 ex dipendenti assunti con il contratto del Commercio, già mandati a casa la scorsa settimana. «L'alternativa? – aveva commentato una settimana fa Oreste Antignano –. La disoccupazione per tutti i lavoratori, senza alcuna prospettiva che un territorio così martoriato non è certo in grado di offrire».

Una situazione che, secondo Antignano, ha sopreso anche i rappresentanti del Consorzio Europa Sigma Italia, che nel frattempo avevano avviato i primi colloqui con i lavoratori e che adesso sono invece rientrati a Milano.

Le versioni sulle ragioni che hanno portato alla rottura delle trattative sono però contrastanti. Secondo il segretario della Filt Cgil Arnaldo Boeddu la l’azienda si sarebbe rifiutata di inserire nel verbale di accordo un passaggio relativo al mantenimento dell’articolo 18 che, secondo il sindacalista, avrebbe tutelato sì i lavoratori dai licenziamenti illegittimi. Una clausola che, secondo Boeddu, avrebbe salvato l’accordo e tutelato i datori di lavori da eventuali cause intentate dagli ex dipendenti. Di diverso avviso il liquidatore della CeDi. «Ma per quale ragione si deve applicare una norma che è stata parzialmente sostituita – si è chiesto –, una clausola della quale, peraltro, non si era mai parlato negli incontri precedenti e della quale non c’è traccia nei precedenti verbali sottoscritti da tutte le parti all’ufficio del lavoro».

Per il sindacato, però, è logico che una concessione fatta venga poi compensata almeno parzialmente dalla controparte. Sempre secondo Boeddu (ma anche i segretari di Fit-Cisl Giuliano Deliperi e della Uiltrasporti Giuseppe Ruiu non hanno voluto firmare alcun accordo), i lavoratori hanno fatto più di un passo indietro, rinunciando agli “assegni ad personam” frutto di accordi individuali e all’anzianità di servizio.

Senza considerare, poi, che per una novantina di loro si prospettava un periodo di disoccupazione o al massimo di cassa integrazione. Per il sindacato, quindi, l’accordo sarebbe stato “a costo zero” ma con la clausola della tutela prevista dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Un accordo che non sarebbe stato comunque una novità visto che una vertenza analoga, a Cagliari, si è conclusa con l’inserimento della clausola di salvaguardia per i lavoratori, accordo firmato lo scorso 27 maggio, e che riguardava proprio una piattaforma logistica simile a quella della CeDi Sardegna.

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