La Nuova Sardegna

Sassari

«Vogliamo portare papà nella tomba di famiglia»

Per evitare problemi è meglio fare una scrittura privata con i coeredi

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Mio zio, sposato ma senza figli, è l’unico fratello di mio padre che è deceduto nel 2014. I miei fratelli ed io desideriamo trasferire nostro padre nella tomba di famiglia, acquistata dai miei nonni con un atto che dichiara il passaggio agli eredi dopo la loro morte. Abbiamo deciso di rivolgerci ai notai della rubrica “L’esperto risponde” perché non abbiamo chiara la procedura da seguire. Vorremmo sapere se mio zio deve autorizzare i lavori di sopraelevazione che dobbiamo fare dato che lui ha dichiarato solo verbalmente di non volere essere tumulato in codesta tomba. Dobbiamo fare una scrittura privata? Cosa consigliano i notai per non avere problemi in futuro?

Gentile lettore, è certamente consigliabile che i vostri accordi vengano riportati in una scrittura tra gli eredi del fondatore. In questo caso tra voi fratelli e vostro zio. Il vostro quesito dà l’opportunità di chiarire alcuni punti su un tema di interesse generale. In tema di diritto sul sepolcro, la Corte di Cassazione ha chiarito che nel nostro attuale ordinamento il diritto sul sepolcro già costruito nasce da una concessione da parte dell’autorità amministrativa di un’area di terreno (o di una porzione di edificio) in un cimitero pubblico di carattere demaniale (articolo 824 del Codice civile).

Per i giudici della Suprema corte, tale concessione crea nel concessionario un diritto soggettivo perfetto di natura reale assimilabile al diritto di superficie e trasferibile mortis causa agli eredi anche se si vuole distinguere tra lo “jus sepulchri iure sanguinis” da quello “iure successionis” dove occorre interpretare la volontà del fondatore del sepolcro al momento della fondazione.

Pertanto se il fondatore volle edificarlo per sè e per i propri familiari, questi acquistano il diritto ad esservi sepolti anche qualora, per vicende ereditarie, la proprietà (superficiaria) del sepolcro non dovesse più appartenere ai familiari del primo fondatore ma ad eredi non più appartenenti alla sua famiglia.

Ufficio studi del Consiglio notarile dei distretti riuniti di Sassari, Nuoro e Tempio

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