Caso Peru, no del Riesame al dissequestro della villa
Per la Procura quella casa di Marritza sarebbe stata demolita e ricostruita La difesa ritiene invece che ci sia stata una regolare ristrutturazione
SASSARI. Il vicepresidente del consiglio regionale può stare a Sorso ma non potrà abitare nella casa ristrutturata di recente di fronte al mare di Marritza. Il “no” dei giudici al dissequestro dell’abitazione finita sotto la lente di ingrandimento del sostituto procuratore Carlo Scalas per presunti abusi edilizi è arrivato giovedì sera. Il tribunale del Riesame ha infatti respinto la richiesta degli avvocati che difendono l’esponente di Forza Italia. I legali, dopo aver ottenuto dieci giorni fa la revoca del divieto di dimora a Sorso per Peru, avevano presentato appello perché il loro assistito potesse anche rientrare a casa. Ma il responso stavolta non è stato favorevole.
Un esito probabilmente inatteso considerato che il 16 settembre lo stesso tribunale aveva annullato l’ordinanza del gip impugnata dalla difesa e di conseguenza revocate nei confronti di Peru e degli altri cinque indagati per abuso edilizio e abuso d’ufficio in concorso (tra componenti della polizia municipale e dirigenti del Comune) le misure che erano state loro rispettivamente applicate: divieto di dimora a Sorso per Peru (il pm aveva addirittura chiesto la custodia in carcere) e sospensione dal servizio per 4 mesi per tutti gli altri.
Secondo la Procura della Repubblica, la villetta sarebbe stata demolita e ricostruita interamente, invece che ristrutturata in base al piano casa scaduto nel novembre del 2014. La difesa, invece, sostiene - anche sulla base di una consulenza di parte - che non ci sia stata alcuna demolizione integrale ma una «ristrutturazione regolarmente concessionata» ed effettuata nell’assoluto rispetto delle norme urbanistiche e paesaggistiche in vigore.
Nessun commento da parte degli avvocati sulla decisione pronunciata giovedì dal Riesame. A dire il vero nemmeno dopo il “successo” ottenuto dieci giorni fa avevano voluto rilasciare dichiarazioni se non per esprimere soddisfazione – «senza toni trionfalistici» – per il fatto che fosse stata condivisa la loro tesi difensiva in merito alla revoca del divieto di dimora a Sorso per Peru. Questa volta c’è solo l’attesa di «conoscere le motivazioni della sentenza» che saranno depositate entro 45 giorni.
Sulla presunta costruzione abusiva in zona di notevole interesse pubblico che viene contestata all’indagato, nella memoria difensiva discussa davanti al Riesame i legali scrivevano tra le altre cose che il giudice delle indagini preliminari a loro avviso non aveva «neppure indicato la tipologia dei presunti abusi, l’ubicazione dell’immobile, la natura dei vincoli». Ecco perché ritenevano che l’ordinanza fosse da annullare.
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