Segni, Radiologia al capolinea per il blocco del turn-over
L’amministrazione comunale lancia l’allarme: «Si tagliano servizi essenziali per la popolazione» Nel reparto di Pediatria dell’ospedale manca da tempo la reperibilità notturna e nei giorni festivi
OZIERI. Mentre si attendono gli sviluppi del dibattito politico e del lavoro dei tecnici per quanto concerne la riforma degli assetti ospedalieri sardi, a Ozieri, che chiede con Alghero la classificazione di presidio di primo livello, iniziano già a “cadere i primi pezzi”: cosa che fa paventare un futuro molto incerto. Nel mirino dei tagli è già finito il reparto di Pediatria, dove da qualche tempo è venuta a mancare la reperibilità notturna e nei festivi, il che sta creando non pochi disagi all’utenza. «Una situazione vergognosa - dice l’assessore comunale alla Sanità Gigi Sarobba - perché non si può iniziare a tagliare da servizi essenziali come è appunto quello rivolto ai piccoli pazienti». Orizzonte fosco anche nella Radiologia, dove a causa di una recente delibera che blocca il turn over, la carenza di personale sta creando disagi e liste d’attesa lunghissime. Una vera iattura per un reparto che, come si sa e come più volte descritto anche in queste pagine, è uno dei fiori all’occhiello dell’ospedale Segni. Basta dare uno sguardo ai servizi per farsi un’idea: si va dalla radiologia convenzionale (con tomografia computerizzata, senologia, ecotomografia, risonanza magnetica con un apparecchio da 1,5 Tesla e in presenza dell’unico reparto di Neurologia della Asl 1) a quella interventistica, con la presenza del centro di riferimento di vertebroplastica dell’intero Nord Sardegna. Il problema è al centro di una interrogazione presentata nei giorni scorsi dal capogruppo di Sel in consiglio regionale Daniele Cocco, nella quale si chiede che vengano immediatamente coperti i posti vacanti di tre medici e tre tecnici. Nel frattempo, sul fronte della ridefinizione degli assetti ospedalieri regionali continua il lavoro di Ozieri e di tutti gli altri Comuni del nord ovest dell’isola per salvaguardare i nosocomi di Alghero, Ozieri, Thiesi e Ittiri con la classificazione unitaria di presidio unico di primo livello («la proposta - riferisce il presidente della commissione comunale Sanità Bruno Farina - è già sul tavolo dell’assessore Arru»). Un appoggio alla vertenza arriva anche dal consigliere regionale di Sinistra Sarda Alessandro Unali, che in una recente interrogazione presentata all’assessore Arru chiede garanzie sul mantenimento dei servizi sanitari anche per i cittadini dell'area nord-ovest e in particolare, appunto, richiede «l’istituzione dei presidi territoriali socio-sanitari nel territorio del nord-ovest della Sardegna - Sassari, Anglona, Goceano, Meilogu, Castelsardo, Porto Torres e Sorso-Sennori - e la previsione del presidio unico che aggrega gli ospedali di Alghero, Ozieri, Thiesi ed Ittiri, che con una popolazione di 335.000 abitanti deve essere necessariamente classificato ospedale di primo livello».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google