Il Retablo Maggiore racconta la storia di Ardara medievale
ARDARA. Ha fatto registrare un successo superiore ad ogni attesa, con studiosi e semplici appassionati dell’arte e della cultura provenienti da ogni parte della Sardegna e dall’estero il convegno di...
ARDARA. Ha fatto registrare un successo superiore ad ogni attesa, con studiosi e semplici appassionati dell’arte e della cultura provenienti da ogni parte della Sardegna e dall’estero il convegno di Ardara sui 500 anni del retablo Maggiore della medievale basilica di Nostra Signora del Regno. In apertura della prima sessione dei lavori, coordinati dal professor Giuseppe Meloni del dipartimento di Storia e Letteratura dell’ateneo sassarese, sono interventi il vescovo di Ozieri monsignor Corrado Melis, il sindaco Francesco Dui e il parroco organizzatore dell’evento monsignor Tonino Cabizzosu. A seguire le relazioni del professor Alessandro Soddu e dell’archeologo Marco Milanese che hanno delineato la storia di Ardara dal periodo giudicale a quello feudale e illustrato i risultati degli scavi in atto nel palatium a lungo sede del Giudice di Torres e nei resti del castello i cui ruderi risalgono all’inizio del secondo millennio. Di carattere più generale e indirizzati a una più specifica conoscenza del Retablo gli interventi del professor Andrea Pala, dello spagnolo Juan Bosch Bellbona (università di Girona), del professor Mauro Salis. La seconda sessione è stata aperta dalla comunicazione del saggista Bernardo De Muro. Si sono quindi alternati al microfono con profondità e puntualità di argomentazioni Alessandro Paolini, Lucia Siddi, Francesca Pirodda, Pierangelo Muroni, Marisa Porcu Gaias, Stefano Tedde. Da varie angolazioni essi hanno affrontato tematiche con cui sono entrati con precisione e grande accuratezza sul Retablo, ancor più stimolando l'interesse e l’attenzione del folto pubblico su questo splendido capolavoro che assieme alla Basilica che lo custodisce è stato per secoli al centro della storia, dell'arte, della fede e della cultura non solo locale. Monsignor Cabizzosu, esprimendo in conclusione il suo compiacimento per la riuscita della manifestazione ha comunicato che presto saranno resi pubblici gli atti del convegno.
Gerolamo Squintu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
