Rete ospedaliera, no della sinistra
Pdci e Rifondazione bocciano la riorganizzazione regionale: «Penalizza il nord»
SASSARI. La Sinistra sarda (Pdci e Rifondazione comunista) boccia la riorganizzazione della rete ospedaliera deliberata dalla giunta regionale il 28 luglio scorso. «Tenuto conto dell'importanza che riveste il provvedimento - spiegano in una nota il coordinatore regionale del Pdci Giommaria Deriu e il segretario di Rc Giovannino Deriu - ritieniamo fondamentale che si sviluppi un ampio dibattito e i necessari approfondimenti tra tutti i soggetti interessati, forze politiche, rappresentanze degli enti locali, sindacati e coloro che operano nel settore ospedaliero. La riorganizzazione della rete ospedaliera in Sardegna - continua il comunicato - inciderà infatti profondamente sulla qualità dell'offerta sanitaria nei territori e nell'intera comunità della Sardegna, per i prossimi decenni. In queste ultime settimane non ci sono sfuggite le contestazioni e le reazioni di contrarietà, riservate dai diversi territori dell'isola, al programma che la riorganizzazione ospedaliera prevede».
E ancora: «Per quanto ci riguarda - aggiunge la Sinistra sarda - la proposta in campo fatta dalla giunta regionale risulta penalizzante e discriminatoria per diverse realtà ospedaliere, in particolare per tutte quelle del Nord Sardegna.
Il documento della giunta, con riferimento ai due presidi di secondo livello, uno a Sassari e uno a Cagliari, riserva una differente distribuzione delle alte specializzazioni. Poi la Sinistra sarda ritiene che nessuna riorganizzazione della rete ospedaliera possa essere accettata se opera a danno della sanità pubblica privilegiando la sanità privata.
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