Sassari, crisi a Palazzo Ducale: manca un tassello per varare la nuova giunta
Accordo praticamente chiuso dentro il Pd sullo schema degli assessori. Il sindaco ora tratta a oltranza con “piccoli” e civiche
SASSARI. Quattro ore di riunione. Con i vertici regionali e territoriali dei cinque piccoli della coalizione (per Sel è arrivato da Cagliari il segretario regionale Luca Pizzuto), e i responsabili delle liste civiche. A confronto con il sindaco Nicola Sanna e con i segretari cittadino e provinciale del Pd. E un unico punto assodato alla fine della riunione: per i “monogruppo” le posizioni tra giunta e presidenza del consiglio devono essere due (attualmente c’è il solo Ottavio Sanna a rappresentare il PdS). Un punto su cui Sel, Upc, Idv, Cd e PdS si sono arroccati ormai da mesi, e su cui Sanna sembra alla fine aver convenuto, anche se è tutt’altro che chiaro da dove questo posto arriverà.
L’esito del confronto con i piccoli era infatti fondamentale per la chiusura, con la pace dentro il Pd sancita martedì 29 settembre intorno a uno schema di massima che vede rimanere ai Dem la presidenza del consiglio (si parla di Giuseppe Masala), insieme a tre assessorati da dividere tra l’area Soru-Demontis (uno, Antonio Piu), e quella Spissu-Lai-Ganau (due, con grande pressione su Esmeralda Ughi che però non sembra intenzionata ad accettare). Su questo nessuna trattativa sembra più possibile, pena la rottura.
Insomma: se il sindaco vuole onorare i patti pre-primarie e “salvare” Gianni Carbini (comunque intoccabile), Monica Spanedda, Alessio Marras e Grazia Manca deve “difenderli” dalle richieste dei monogruppo, o da quelle delle civiche. Una partita tutt’altro che scontata, con i “piccoli” che ieri hanno a loro volta strappato il via libera per il secondo assessore (si parla di un tecnico d’area da scegliere appena si saprà quale è la delega offerta) da affiancare al confermato, e anche lui intoccabile, Ottavio Sanna. E le civiche che reclamano la loro casella. In particolare Città Futura, vicina al sindaco Gianfranco Ganau, che forte dei suoi tre consiglieri e pronta a far entrare nella squadra Efreem Carta.
A lasciargli il posto sarebbe Amalia Cherchi, tecnico ma in rappresentanza Ora Sì, che Sanna ha provato a mettere in “quota” monogruppo, con l’offerta che è stata seccamente rispedita al mittente. Scambio questo tra Ora Sì e Città Futura comunque da verificare, visto che se Efreem Carta andasse in giunta aprirebbe le porte al primo dei non eletti di Ora Sì (Johnny Manunta), riportando i gruppi in equilibrio due a due. Un vero rompicapo insomma. Con Sanna che a questo punto ha quattro patti chiusi: col Pd, con i “piccoli”, con le civiche e con i compagni di primarie. E, per chiudere davvero, dovrà inevitabilmente farne saltare uno. E potrebbe non bastare. Da registrare c’è infatti un crescente malumore nel gruppo consiliare Pd. A detta di molti poco coinvolto nel dialogo. Se non lo sarà nel rimpasto difficilmente gli ordini di scuderia basteranno a calmare gli animi.
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