Sassari, per l'edilizia del Nord Sardegna arrivano i primi segnali di ripresa
La Cassa edile nel secondo trimestre dell'anno ha invertito il lungo trend negativo iniziato nel 2008. Gabriele Buia, vicepresidente nazionale Ance: "Per ripartire innovazione, riqualificazione e green"
SASSARI. Innovazione, riqualificazione urbana e green economy. Sono questi i tre elementi cardine su cui può puntare l’edilizia del Nord Sardegna per sconfiggere la crisi del settore. A delineare questo programma d’azione è Gabriele Buia, vice Ppresidente nazionale dell’Ance (associazione nazionale costruttori edili) intervenuto nei giorni scorsi all’Assemblea annuale del nord Sardegna.
La Cassa Edile ha finalmente registrato, nel secondo trimestre dell’anno, un incremento della massa salari dello 0,70% ed un aumento delle ore lavorate del 1,02%. Non grandi numeri ma abbastanza per invertire il lungo trend negativo iniziato nel 2008.
«Nonostante le grandi difficoltà, pertanto, il settore sta manifestando timidi segnali di ripresa – dice Buia – anche se i numeri sono ancora sconfortanti. Non potrebbe essere che così dopo 7 anni di crisi, nei quali il paese intero a visto sparire 80mila imprese, mentre 520mila addetti del settore sono rimasti senza lavoro e ben 800mila con l’indotto. Ma questo è anche il momento di vincere questa situazione di stallo e andare avanti».
Dal 2007 al 2015, gli investimenti in opere pubbliche sono calati del 48%, pari a circa 23 miliardi in meno. «Sinora si è cercato di curare la crisi economica e finanziaria colpendo la spesa per investimenti –prosegue Buia – che rappresenta appena l’1,4% dell’intero bilancio dello Stato. Una medicina che ha quasi ucciso il malato. Ora, occorre ricostituire le risorse necessarie per riqualificare le città, le reti di trasporto e il territorio».
«Ormai tutte le politiche di governo del territorio, nazionali e regionali, vanno nella direzione di una decisa riduzione al consumo di suolo. Per questa ragione -sostiene il vice presidente- occorrono strumenti urbanistici ed incentivi che facilitino gli investimenti in riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente. In questo ambito, pertanto, - sottolinea Buia - è necessario mettere a punto normative che consentano alle imprese di avviare i cantieri senza sottostare a vincoli interpretativi o burocratici. Le città come Sassari possono essere coinvolte in programmi di rigenerazione urbana, dentro i quali, però, è bene vengano contemplati e favoriti interventi di demolizione e ricostruzione che consentano la sostituzione edilizia dei manufatti obsoleti e fatiscenti».
Per questo motivo l’Ance sta chiedendo che il Governo, già a partire dalla Legge di stabilità 2016, vari una politica di incentivazione alla rottamazione dei vecchi fabbricati e la loro sostituzione con edifici di nuova generazione, equiparando la tassazione sul trasferimento di immobili nuovi ad alta prestazione energetica con quella degli immobili usati, e riducendo al minimo delle imposte a carico delle imprese acquirenti i fabbricati "usati".
Anche per quanto riguarda la green economy è necessaria una regolamentazione più attenta ai principi di sostenibilità ambientale. «E’ fondamentale a questo punto - sostiene Buia - una maggiore rapidità nella emanazione di tutte le norme riguardanti il risparmio energetico e le fonti rinnovabili, con l’intento di favorirne la sempre maggiore diffusione in un ambito di consapevolezza progettuale e miglioramento della qualità edilizia ed urbana». In ultimo, ma non per importanza -conclude Buia- «sarà sempre fondamentale ed indispensabile un aggiornamento professionale degli operai edili, possibile solo attraverso programmi di formazione continua e di specializzazione. Senza questi sostanziali cambiamenti, la ripresa tarderà a consolidarsi, perché un paese come l’Italia, che non stampa moneta, deve essere messo nella condizione di poter fare gli investimenti. La scommessa sulla ripresa e sul futuro si gioca dunque su nuove regole e nuovi modelli».
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