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Sassari

Oggi l’apertura delle nuove offerte

Gli operai temono di essere riassunti con contratti base da una costola della S&B

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OLMEDO. Ieri scadeva il bando regionale per la concessione della miniera. Stamattina è prevista l’apertura delle buste, e dalle indiscrezioni pare che la S&B, la società che ha cacciato dalla porta principale gli operai, abbia intenzione di farli rientrare attraverso la finestra dello job act: «Pare che la Fokis, cioè una costola della S&B, abbia partecipato alla gara – spiegano i minatori – Così ci riassumerebbe con dei contratti base, senza contributi pagati, premi di produzione ecc. In più godrebbe degli sgravi per tre anni: un bel risparmio per l’azienda, in pratica 1 milione di euro all’anno per 35 lavoratori. Ma questo significa speculare su un territorio».

Sulla graticola ci sono 35 operai che da luglio non percepiscono lo stipendio, alle quali la Imerys non ha pagato le ferie maturate, i rimborsi Irpef e trattiene il tfr. Ogni lavoratore guadagna dai 1200 ai 1600 euro mensili, compresi di premi produzione e indennità di sottosuolo. Lavora dalle 7 alle 15, o dalle 15 alle 23, o dalle 23 alle 7, perché la miniera non si ferma mai, per 5 giorni su 7. A ciascuno di loro l’azienda deve mediamente dai 15 ai 20 mila euro. Sono finiti in mobilità perché a febbraio la società greca S&B è stata acquisita al 90 per cento dalla Imerys. La società ha deciso di non proseguire l’attività estrattiva a Olmedo e ha affidato le bonifiche e la messa in sicurezza dell’impianto (prescritti dalla Regione), a una ditta esterna. Gli ex dipendenti della S&B così sono tutti a casa, e sulla carta dal 10 luglio dovrebbero percepire la cassa integrazione. In verità ancora non hanno visto un euro. Questo perché nonostante ci sia l’accordo, ancora manca la firma al Ministero. «Il presidente Pigliaru e l’assessore Piras sono venuti e ci hanno sostenuto – dicono i rappresentanti sindacali Emilio Fois e Simone Testoni – però sono sempre un passo indietro rispetto alle nostre difficoltà. Abbiamo chiesto che la Regione, attraverso la Sfirs, potesse anticipare la cassa integrazione, ma non abbiamo ottenuto risposte». La speranza ora è appesa alla nuova concessione: «Speriamo che la Regione ci tuteli e acceleri le procedure di affidamento». (lu.so.)

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