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Sassari

Tariffe mensa scolastica I genitori: calcolate male

di Barbara Mastino
Tariffe mensa scolastica I genitori: calcolate male

Le famiglie: «Importi eccessivi, abbiamo chiesto che vengano riviste le quote» Il Comune ha rispettato la norma nazionale sulla base dell’indicatore Isee

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OZIERI. Ci sono non poche perplessità tra le famiglie di Ozieri sulle nuove tariffe per le mense scolastiche introdotte dal Comune: per alcuni genitori, infatti, gli importi sono eccessivi, in particolare quello dell’ultima fascia che ammonta a 5 euro a pasto. Tali importi, come si legge nelle comunicazioni dell’ufficio pubblica istruzione (e come spiegato qualche giorno fa su queste pagine dallo stesso assessore Giuseppina Sanna), sono calcolati, come impone la norma nazionale, sulla base dell’indicatore Isee e sono divisi in sei fasce che partono da un Isee di 5mila euro o inferiore sino a un reddito di 25mila euro o superiore. Ma, secondo molti genitori, queste fasce sono calcolate “male”, anche considerando che, come spiegano, «si è avuto un incremento complessivo della quota pari al 40 per cento rispetto allo scorso anno, quando il servizio costava 60 euro per tutti» e che «non si tiene sufficientemente conto dei casi di assenza anche prolungata degli alunni». Per cercare di trovare un accordo, e al più presto (l’avvio del servizio era previsto per il primo ottobre ma è stato spostato a causa delle scuole chiuse per l’allerta meteo), già dieci giorni fa i genitori hanno presentato al sindaco, all’assessore e alla dirigente scolastica dei due comprensivi una proposta alternativa, nella quale richiedono una rivisitazione delle tariffe, ma anche – richiesta che si ripete ormai quasi ogni anno – l’introduzione dei buoni pasto singoli: un metodo di pagamento che esisteva qualche anno fa ma che era stato accantonato perché ritenuto non equo. «La nostra proposta – spiegano i genitori – è che vengano riviste le quote delle fasce più alte, fissando l’importo massimo del singolo pasto alla quota di 3,50 euro, stabilendo una settima e un’ottava fascia Isee, applicando riduzioni per i periodi di malattia e di vacanza. Ciò anche in adeguamento alle tariffe di tanti altri comuni del nord Sardegna che sono tutte più basse della nostra, sia in comuni più grandi sia in comuni più piccoli».

Per avvalorare questa loro dichiarazione, i genitori hanno allegato alla lettera inviata al Comune anche alcuni esempi: Berchidda, Tula, Porto Torres, Terralba, Olbia, Macomer, dove le tariffe sono più basse e si utilizzano i buoni pasto, la cui introduzione, come detto, è richiesta anche a Ozieri. «Altro punto – dicono infatti i genitori – è la richiesta di poter usufruire di una riduzione per i periodi di lunga assenza: a tal proposito sono tanti i genitori che chiedono l’introduzione dei buoni pasto. Ad oggi però non abbiamo ricevuto nessuna risposta: il tempo stringe, ma ci auguriamo che l’assessorato venga incontro alle nostre richieste».

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