Dopo l’aggressione al proprietario i ladri sono tornati
SASSARI. Ormai non c’è più niente, i ladri hanno portato via qualunque cosa e distrutto ciò che non poteva servire. Anche i muri sono stati scarnificati, i sanitari ridotti in pezzi. Di cavi...
SASSARI. Ormai non c’è più niente, i ladri hanno portato via qualunque cosa e distrutto ciò che non poteva servire. Anche i muri sono stati scarnificati, i sanitari ridotti in pezzi. Di cavi elettrici non c’è più neppure l’ombra. E ieri i carabinieri, ancora una volta, hanno bloccato e arrestato due persone che erano entrate per rubare nell’edificio di viale Porto Torres (all’angolo con via della Mercede) che in passato ha ospitato anche alcuni uffici della procura della Repubblica del Tribunale di Sassari. I due - un sassarese e il complice dell’area del Cagliaritano - sono stati arrestati dai militari del nucleo radiomobile.
L’edificio, che appartiene all’imprenditore Luigi Silanos, 74 anni, è stato ormai cannibalizzato dai ripetuti assalti di ladri e vandali.
L’ultimo episodio - forse quello più grave - si era verificato a metà giugno. Proprio Silanos aveva sorpreso due ladri che lo avevano aggredito a bastonate e poi erano scappati.
In quella occasione, era stata fatta la scoperta che le incursioni andavano avanti da parecchio tempo (la struttura per un certo periodo era stata sotto sequestro giudiziario), senza che nessuno si fosse reso conto di quanto stava accadendo.
Ora i carabinieri stanno eseguendo le indagini per accertare eventuali responsabilità dei due fermati anche in altri episodi, sempre nello stesso stabile che sorge tra viale Porto Torres e via della Mercede.
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