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Maulu: non si parla più di problemi e programmi

Maulu: non si parla più di problemi e programmi

SASSARI. «Ormai è sotto gli occhi di tutti che la crisi interna al Partito Democratico sta paralizzando la città e i lavori del consiglio comunale ma soprattutto ha appiattito totalmente il dibattito...

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SASSARI. «Ormai è sotto gli occhi di tutti che la crisi interna al Partito Democratico sta paralizzando la città e i lavori del consiglio comunale ma soprattutto ha appiattito totalmente il dibattito politico». Parole di Simone Maulu, portavoce di iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, parte della coalizione che ha sostenuto il sindaco Sanna alle passate amministrative ma lontano dal tavolo delle trattaive del centrosinistra.

«Oggi – spiega Maulu – il dibattito non è, per esempio, tra una parte politica che vuole costruire un inceneritore e quindi continuare a bruciare i rifiuti e un'altra parte che invece punta sul riciclo, sui rifiuti zero e su tecnologie moderne. Oppure tra chi vuole la costruzione del campus universitario fuori dalla città magari per continuare a speculare e tra chi invece vorrebbe le residenze diffuse per ristrutturare e rilanciare il centro storico. O magari su una visione di mobilità e sulla riprogettazione del trasporto pubblico per renderlo efficace e a portata di tutti. Niente di tutto questo. Il dibattito è sulla spartizione di potere e di poltrone per accontentare le varie fazioni e quindi su affari interni ai partiti e non su interessi collettivi».

«iRS – continua il portavoce – non vuole entrare nel merito di faccende interne al Pd né tanto meno su chi ha torto o ragione ma una cosa è sicura, fino a che non ci si tira fuori da queste logiche si è ben lontani dal poter rappresentare qualsiasi cambiamento. Se non si apre un dibattito politico sulla città, coinvolgendo i cittadini come si era detto in campagna elettorale, non si risolverà nessuna crisi. Solo con un dibattito politico aperto e partecipato si potrà sancire un cambio di passo e una crescita collettiva. Diversamente sarà solo un teatrino ridicolo per la città, frustrante per chi ha creduto in un cambio di passo. Un teatrino che non fa onore a nessuno e che avvilisce chi ha voglia di lavorare». (g.bua)

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