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Sassari

Rimpasto, vicolo cieco nessuno muove un passo

di Giovanni Bua
Rimpasto, vicolo cieco nessuno muove un passo

Dopo la rottura di venerdì balletto di comunicati tra il sindaco e Città Futura I “piccoli” convergono su Amalia Cherchi ma non basta ancora per chiudere

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SASSARI. Niente di fatto. Non riesce a uscire dal vicolo cieco (l’ennesimo) in cui si è infilata lo scorso venerdì la crisi a Palazzo Ducale. Con la giunta che festeggia il suo quattordicesimo giorno di azzeramento (a dire il vero abbastanza virtuale) e la capigruppo di prima mattina che salta, insieme al consiglio che si sperava di riuscire a riunire per questo pomeriggio.

Speranza vana, nonostante nel fine settimana alcune importanti tessere del puzzle siano andate a posto, con una però che rimane sul tavolo: quella con scritto sopra il nome di Città Futura. Per il sindaco fanno fede i gruppi usciti dalle urne, e lo spazio in giunta in rappresentanza dei tre ex Ora Sì Francesca Arcadu, Efrem Carta e Lalla Careddu comunque non c’è. Abbastanza per far saltare sulla sedia Gianfranco Ganau, che dei tre è riferimento, e fargli abbandonare il tavolo venerdì. Da lì un valzer di comunicati. Con Città Futura che polemica dice di abbandonare un tavolo di cui non condivide i presupposti, continuando a garantire il massimo apporto in qualità di Consiglieri propositivi e responsabili. Il sindaco sornione che li ringrazia dicendo che il loro sacrificio sblocca la trattativa. Loro che precisano che non era un’apertura ma una porta che si sbatte sulla faccia.

Schermaglie, che certo non hanno aiutato a svelenire un clima tossico più che mai.

Eppure un colpo grosso a Sanna era riuscito. Con i 5 piccoli che sabato hanno accettato l’offerta rimandata al mittente qualche giorno prima, aperto le porte dei “monogruppo” alla reduce di Ora Sì Nanna Costa, e accettato di prendersi in carico come secondo assessore l’attuale titolare del Bilancio Amalia Cherchi, data per spacciata e invece riconfermata, pare per almeno un anno.

Sei pezzi al Pd (5, tra cui i riconfermati Gianni Carbini e Monica Spanedda più presidente del consiglio), due ai 6 “piccoli” (Ottavio Sanna e Amalia Cherchi), uno a Sassari bella dentro (Alessio Marras), uno del sindaco (Grazia Manca). Questo lo schema che rimane sul tavolo, con il trio Spissu-Lai-Ganau che si dovrebbero spartire tre posti (compresa la presidenza del consiglio, sembra per Giuseppe Masala), e l’area Soru-Demontis che è la più risoluta a chiudere e si accontenterebbe del trasferimento in giunta di Antonio Piu. Quasi tutto fatto, con nessuno che però vuol più muovere un passo. Non il Pd, che ieri mattina ha incontrato il sindaco e ha chiarito che se un posto per Città Futura deve saltar fuori non sarà da quelli in quota Dem. Non i piccoli, che hanno ceduto il cedibile. Non il sindaco, che ha fatto saltare il secondo round previsto nel pomeriggio.

«Domani è il giorno buono», dicono. L’ennesimo.

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