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L’opposizione: basta paralizzare il consiglio

L’opposizione: basta paralizzare il consiglio

SASSARI. Ultimi giorni per trovare la soluzione della crisi. Con il vertice decisivo che dovrebbe essere in programma domani e la rottura da sanare che rimane sempre la stessa: il posto in giunta per...

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SASSARI. Ultimi giorni per trovare la soluzione della crisi. Con il vertice decisivo che dovrebbe essere in programma domani e la rottura da sanare che rimane sempre la stessa: il posto in giunta per Città Futura, richiesto con forza dai tre consiglieri ex Ora Sì e dal loro riferimento in casa Dem, Gianfranco Ganau. Una trattativa sul filo del rasoio, con il sindaco Sanna deciso a non mollare e a far valere il sostanziale via libera allo schema da lui proposto (perlomeno per quanto riguarda le posizioni del Pd) nella segreteria provinciale riunitasi martedì. Con il segretario Gianpiero Cordedda che avrebbe dato l’ok per i sei posti di governo senza vincoli di deleghe e dimissioni di consiglieri, pur appellandosi in una nota congiunta con Fabio Pinna diramata nella serata di ieri a una più generale, e prudente, «coesione della coalizione»

Prudenza messa da parte dall’asse Ganau-Lai, che difende con vigore le rivendicazioni dei tre di Città Futura sfrangiando la tenuta della “triplice” con Spissu, decisamente più orientato al dialogo.

Posizione rimandata al mittente dai fedelissimi del sindaco, che ricordano come lo stesso Ganau tenne «la barra a dritta» nel 2008 durante la crisi con i dettoriani fuoriusciti dalla Margherita (nessun assessorato per i gruppi nati dopo le elezioni, con 2 assessori che rimasero in giunta sostenuti da un solo consigliere), e ripescano dal web gli impegni firmati dai tre ex di Ora Sì alla candidatura: «In caso di abbandono della civica seguiranno dimissioni in 7 giorni».

Non che ricordi e pezzi di carta cambino nulla. La sostanza vera è che l’area Spissu-Ganau-Lai, come tutte le correnti interne del Pd, è sotto grande pressione interna e in via di riassestamento. E che comunque i riferimenti diretti tra capoarea e consiglieri sono saltati quasi del tutto. L’equilibrio anche dei patti raggiunti e fragile insomma, e basta poco per far saltare tutto.

Con Sanna che ha deciso che il limite delle trattative è 20 giorni quella di venerdì sarà dunque l’ultima finestra. E, se non si chiude, si potrebbe arrivare lunedì a una “giunta di guerra” con chi ci sta. O, extrema ratio, a un cambio di maggioranza in stile Quartu.

Di aspettare sviluppi si è scocciata l’opposizione. Con Carta e Alivesi che oggi depositeranno una richiesta di convocazione della capigruppo (saltata anche ieri: «Dicevano che non ci riunivamo perché non c’era la giunta – tuona Carta – ora sappiamo che la giunta c’è. A che gioco giochiamo?». «Sono trascorsi 16 mesi nei quali la città è stata commissariata e tenuta in ostaggio da una maggioranza – attacca l’M5S Murru – che antepone la spartizione delle poltrone ai problemi veri. Si metteranno d’accordo, oggi, forse domani, ma nessun accordo potrà restituirci questo tempo. Abbiano il coraggio di chiedere scusa e andare a casa». (g.bua)

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