Abbanoa, delibera tinta di giallo
Serra: non è praticabile l’accordo sulla compensazione dei debiti
OSSI. Si è finalmente svelato l’arcano della delibera fantasma, quella che doveva sancire l’accordo Comune-Abbanoa per la compensazione debiti-crediti tra i due enti, compresa la presa in carico da parte del Comune del versamento del deposito cauzionale.
Approvata in data 29 maggio, terz’ultimo giorno del mandato del sindaco Lubinu, dichiarata immediatamente eseguibile, anticipata dallo stesso Lubinu su Facebook alcuni giorni fa, è stata pubblicata all’Albo on line del sito ufficiale del Comune col n.55 solo l’altro giorno, in data 6 ottobre, 130 giorni dopo la riunione di giunta, e dallo stesso giorno 6 diventata esecutiva. Con tale delibera si dà mandato al Responsabile dell’Area Finanziaria di tutti gli adempimenti conseguenti; e ciò in base ad una bozza di accordo allegata al documento. È fatta, verrebbe da dire: come annunciato a dicembre scorso dall’allora sindaco Lubinu, in base al provvedimento, gli utenti di Ossi non dovrebbero pagare il deposito cauzionale.
Ma la questione si tinge di giallo. In questo lasso di quattro mesi e mezzo circa di vuoto deliberativo e di accordo inconcluso, infatti, la trattativa per la compensazione tra Comune e Abbanoa è stata ripresa dal nuovo sindaco Giovanni Serra, che non si stanca di ribadire come la pensi in maniera completamente diversa.
La proposta di Lubinu, continua a ribadire, non è praticabile. Intanto, afferma, tra gli utenti c’è già chi ha pagato la bolletta emessa da Abbanoa, c’è chi non è tenuto perché l’ha canalizzata sul proprio conto, e c’è chi è esonerato per reddito. Quindi la cosa sarebbe un po’ complicata. E poi c’è il fatto che il regolamento per il servizio dell’acquedotto approvato dal Comune nel 1996, che prevedeva il deposito di una cauzione al momento dell’allaccio, non sarebbe mai entrato in vigore; ciò in seguito, si dice, ad un “vizio” mai rimosso segnalato dal Comitato di Controllo. Insomma, parrebbe che agli atti degli uffici competenti e in bilancio non risulti alcuna traccia di entrata che corrisponda alla voce “deposito cauzionale”.
Se così fosse, come si dice, l’operazione prevista dalla delibera n.55 non potrebbe essere portata avanti, in quanto c’è chi teme che potrebbe andarsi incontro a qualche rilievo da parte della Corte dei conti. Rischio che, naturalmente, nessuno vuole correre.
Resta però anche il problema di una delibera esecutiva che è in piedi, a cui bisogna dare riscontro, o accettandola oppure rivedendola prima che sia troppo tardi.
C’è già chi parla a questo punto di una sua revoca in sede di autotutela: cosa che, naturalmente, va adeguatamente motivata e giustificata. Dalla sponda opposta ci sono nemmeno tanto reconditi sospetti che in realtà la nuova amministrazione non voglia rinunciare a proprio favore (e a danno dei cittadini) ad una somma che in tempi di magra come questi potrebbe far comodo.
Pietro Simula
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