Da oltre un mese l’acqua non è potabile
Inutili le proteste, le famiglie costrette a spese insopportabili. Abbanoa non risolve il problema ma va avanti con gli slacci
PORTO TORRES. Trentatre giorni senz’acqua potabile: sembra impossibile ma è tutto vero, come in quei paesi dove il progresso non è ancora arrivato. Per i cittadini la pazienza ha superato i limiti della sopportazione, specie dopo che il gestore unico ha avuto il coraggio di pubblicare l’elenco degli utenti di Porto Torres ai quali intende effettuare lo slaccio della fornitura perché “morosi”.
«Il gestore non si cura di capire se questa morosità sia dovuta alla volontà di non pagare perché il servizio è a dir poco scandaloso – attacca l’associazione Civiltà è Progresso –, e neppure di verificare, attraverso i Servizi sociali, se tra quegli utenti vi sia qualcuno appartenente a quella fascia di popolazione che ha difficoltà a comprare il pane. Figuriamoci a pagare consumi di acqua improbabili e impossibili, e addirittura a pagare acqua di cui è vietato il consumo per tutti gli usi alimentari». Vi è una famiglia composta da tre persone, tra quegli utenti, alla quale viene addebitato un consumo di oltre tre metri cubi al giorno, e questo nonostante sia stato segnalato che si tratta di una anomalia, impossibile persino se in quella casa vivessero trenta persone, perché forse neppure la portata della tubazione consente l’erogazione di tutta quell’acqua nelle ventiquattrore. «Ebbene, Abbanoa dice che l’utente “prima deve pagare” – aggiunge l’associazione – o sottoscrivere una conciliazione attraverso la quale si impegni a pagar circa ventimila euro: questo sul piano dei rapporti con gli utenti». Mentre sul piano della qualità del servizio e della potabilità - a distanza di 33 giorni dal prelievo che ha decretato per l’ennesima volta che i parametri per alluminio e manganese fossero fuori norma - non è dato sapere né quali provvedimenti si stiano adottando, né quando sia possibile utilizzare l’acqua di rete almeno per cucinare, giacché ormai nessuno, forse, si azzarda a bere acqua dal rubinetto. Secondo l’associazione Civiltà è Progresso occorre indire, al più presto, un tavolo di trattativa tra Comune, vertici di Abbanoa e associazioni che si stanno occupando di questi problemi: «Occorre costringere Abbanoa a stornare gli importi relativi alla potabilizzazione, a sospendere qualunque slaccio e ad aprire a Porto Torres uno sportello con cui l’utente possa rapportarsi per qualunque problema legato a questo servizio, che sta generando soltanto abusi». L’amministrazione comunale, secondo il sindaco Sean Wheeler, ha ribadito più volte ad Abbanoa che il livello di sopportazione per i continui disservizi è arrivato al limite: «Noi stiamo lavorando a un progetto concreto, quello delle Case dell’acqua, che ci consentirà di dare risposte ai cittadini sia per l’esigenza di acqua potabile sia dal punto di vista dell’impatto ambientale: dal gestore ci attendiamo il rispetto di tutti gli impegni presi con la comunità, a partire dall’attenuazione delle spese in bolletta durante i periodi di non potabilità». Per ora si avanti con le autobotti: oggi in largo Pascoli dalle 9 alle 10.30 e largo Sabelli dalle 10,30 alle 12,30; lunedì si replica con gli stessi orari.
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