Sassari, il cinema Moderno è pronto per diventare multisala
Al via a marzo la riqualificazione dell’edificio di viale Umberto. Previste quattro sale, ma in futuro diventeranno sette
SASSARI. Una sala principale capace di accogliere almeno 209 spettatori. Poi una di media grandezza da 130 posti e altre due più piccole con 64 poltroncine ognuna. Spazi tutti disposti sullo stesso livello, tutti dotati di proiettori nuovi con luce laser, un impianto audio di ultimissima generazione e, ovviamente, di schermi davvero giganti. E questo soltanto per ora, perché entro tre anni le cine-room potrebbero quasi raddoppiare. Per i sassaresi il sogno di poter assistere a uno spettacolo cinematografico in un luogo confortevole diventa sempre più concreto. Il vecchio cinema Moderno, infatti, si appresta a concludere i suoi ultimi mesi di vita, poi con l’arrivo del 2016 sarà completamente trasformato, al punto da ospitare al suo interno persino un ristorante nel quale poter andare a cena prima o dopo la proiezione dei film. Ieri mattina Alessandro Murtas, rappresentante della società che intende scommettere sulla storica struttura di viale Umberto e sul rilancio della “settima arte” in città, ha convocato i giornalisti per spiegare i motivi che hanno fatto slittare di qualche mese rispetto al programma previsto l’inizio dei lavori. Ma anche per annunciare che il tanto sospirato cantiere aprirà a marzo del prossimo anno per chiudersi in autunno. Quasi un parto? In effetti sì. Tuttavia il frutto di questa attesa promette molto bene. Almeno sulla carta.
L’acquisto. Nell’incontro con la stampa, al quale erano presenti anche la dirigente dell’Istituto tecnico Dessì-Devilla, l'architetto Sandro Roggio e il direttore artistico Sante Maurizi, l’amministratore della “Moderno srl” ha chiarito che la società che rappresenta ha concluso soltanto nelle scorse settimane l'accordo per l'acquisto dell’immobile, finora utilizzato con un contratto di locazione limitato all’unica sala da 650 posti, in qualche modo rilanciata. «Ciò ha determinato uno stand-by per quanto riguarda l’avvio dei lavori per la realizzazione della multisala – ha detto –, la cui progettazione ora sarà predisposta per la comunicazione con tutti i locali, sia del piano superiore che inferiore, con accesso all’area all’aperto a valle di via Adelasia». I progetti sono stati affidati allo studio sassarese Roggio-Gavini-Passaghe, specializzato nella riqualificazione degli edifici urbani, e a quello romano Celata, che si occupa nello specifico di ristrutturare sale cinematografiche.
L’ investimento. In sostanza, visto che la ristrutturazione dell’edificio risultava molto onerosa, la società ha deciso di raddoppiare l’investimento e di acquistare direttamente l’immobile, grande 2.400 metri quadrati. Il costo complessivo dell’operazione si aggira intorno ai 3 milioni di euro, ma i nuovi proprietari contano di poter subito far cassa e di progettare la realizzazione di altre tre sale sopra le quattro previste al piano terra. Lavori, questi ultimi, che dovrebbero concludersi entro nel 2018.
La scommessa. Ma è ragionevole puntare tanti soldi sul cinema a Sassari? Murtas, che oltre a essere esercente a Cagliari del cinema Odissea è anche presidente dell'Anec Sardegna (l'Associazione nazionale esercenti cinema), distributore di pellicole e programmatore delle sale di Guspini, Torralba e Santa Teresa di Gallura, nel rispondere a questa domanda non mostra il minimo dubbio sulla bontà dell’operazione. E i numeri non sembrano certo dargli torto. «Premesso che su cento milioni di biglietti staccati ogni anno nei cinema di tutta Italia, qui in Sardegna se staccano appena l’1 per cento – ha spiegato l’imprenditore – quando abbiamo deciso di intraprendere questa iniziativa avevamo calcolato che a Sassari, città di circa 120mila abitanti, esiste per ora soltanto una sala e ce ne sono pochissime altre anche considerando tutto l’hinterland. Nulla in confronto alle 50 di Cagliari, alle 10 di Oristano e alle 6 di Nuoro». Per ora si tratta soltanto di denaro privato, ma a breve il governo nazionale dovrebbe mettere a bando finanziamenti dedicati proprio alle ristrutturazioni dei cinema nei centri urbani.
La missione. Ma al di là del business Murtas spiega di voler fare cultura. «Il mio mestiere – ha concluso – è anche quello di formare un nuovo pubblico allontanando i ragazzi dall’I-Pad e dagli smartphone».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
