Tariffa rifiuti, il Tar sospende la delibera
L’effetto retroattivo deciso dalla Regione rischia di provocare un «danno grave e irreparabile» all’ente locale
SASSARI. C’è il rischio di un “danno grave e irreparabile” e per scongiurarlo, in attesa di discutere il ricorso nel merito, non resta che sospendere l’efficacia della delibera. Con questa motivazione, mercoledì il Tribunale amministrativo regionale ha congelato per i prossimi cinque mesi gli aspetti pratici del contestato “Atto di indirizzo per lo sviluppo delle raccolte differenziate dei rifiuti urbani” in tutto il territorio regionale. Si tratta della controversa “tariffa unica” varata a giugno, quando i Comuni avevano già emesso i bollettini, con una delibera della giunta Pigliaru che ne aveva retrodatato l’applicazione a partire dal 1 gennaio di quest’anno.
Il Comune di Sassari, che a settembre ha presentato un ricorso con cui chiede al Tar l’annullamento della delibera, incassa il primo successo di una guerra che si annuncia lunga, combattuta con le carte bollate nel nome di un ottimo principio: incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti, premiando i comuni più bravi e penalizzando chi invece non riesce a cogliere gli obiettivi. Ma par farlo occorrono soldi e la Regione intende destinare gli incassi derivanti dal rincaro, perché di questo si tratta per alcuni enti locali, alle premialità dei Comuni più bravi a organizzare la raccolta.
Il ricorso sassarese sta muovendo i primi passi nelle aule del Tar. Per evitare che l’entrata in vigore del nuovo calcolo pesasse sulle casse comunali, nella udienza del 7 ottobre, ravvisando un possibile e gravissimo danno economico derivante alle casse comunali dall’applicazione delle nuove norme, il collegio presieduto dal giudice Francesco Scano ha accolto la richiesta di sospendere l’efficacia della delibera 28/13 del 9 giugno 2015. L’istanza è stata presentata per conto del Comune dai suoi avvocati Marco Russo, Maria Ida Rinaldi e Simonetta Pagliazzo. «Sono ritenuti sussistenti, anche con riguardo alle imminenti scadenze dei termini di pagamento dei conguagli delle tariffe – si legge nella ordinanza della seconda sezione –, i profili del danno grave e irreparabile paventati dall’amministrazione comunale». Il Tribunale amministrativo ha anche fissato il 17 febbraio 2016 l’udienza nel merito. Questo significa che il calcolo delle tariffe applicate ai Comuni sardi per il conferimento in discarica dei rifiuti sarà fatto, fino alla fine dell’anno con le vecchie regole.
La decisione del Tar è stata accolta con soddisfazione e sollievo a Palazzo Ducale, dove si temeva di dovere chiudere l’anno con un impopolare “regalo”. Se la tariffa unica dovesse essere applicata con effetto retroattivo, così come è stata varata dalla giunta regionale, alla fine del 2015 il conto con il nuovo calcolo lieviterebbe infatti di un milione e duecentomila euro rispetto al 2014. E il Comune per pagare il conto sarebbe costretto ad applicare nella prossima bolletta un aumento retroattivo della Tarsu.
Oltre al sistema di calcolo, i giudici della seconda sezione hanno sospeso anche l’efficacia del sistema della premialità che prevede, letteralmente, che «il surplus tariffario dovrà essere inserito nel fondo del meccanismo premialità/penalità come fondo perequativo a disposizione del sistema sardo per coprire le premialità anche negli altri territori».
Su questo punto della deliberazione regionale si sono concentrate le critiche politiche, non solo a Sassari. «L'hanno chiamata tariffa unica e parlano di perequazione - è la tesi di a Palazzo Ducale -, invece è solo il sistema con cui la Regione intende drenare le risorse per pagare le premialità ai comuni virtuosi nella raccolta differenziata». È un fatto che a Sassari la tariffa unica, con effetto retroattivo comporterà un aggravio di spese. Il Comune attualmente paga 103 euro per ogni tonnellata di scorie conferite alla discari ca di Scala Erre. Il nuovo sistema di calcolo farebbe aumentar ei costi del 13%. «E a pagare – avvertono in Comune – sarebbero i cittadini». Ora la discussione è rimandata a febbraio.
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