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Cedi Sigma: la vertenza diventa solidale

Cedi Sigma: la vertenza diventa solidale

I minatori e gli operatori di Sgb con i sindaci insieme ai lavoratori di Codrongianos. Lunedì incontro

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SASSARI. Solidarietà tra chi cerca di difendere il proprio posto di lavoro. Uno spirito di vicinanza e conforto che ieri mattina ha riunito i minatori di Olmedo e gli operatori della Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe, ai lavoratori del Cedi Sigma di Codrongianos, che manifestano davanti ai cancelli della piattaforma-centro distribuzione di generi alimentari, dopo aver ricevuto 190 lettere di licenziamento. E a loro si sono uniti diversi sindaci del territorio, perchè - proprio come per le altre due vertenze di Olmedo e Ploaghe - il caso Cedi Sigma Sardegna non riguarda soltanto Codrongianos, come aveva rimarcato nella sua prima visita ai lavoratori, il sindaco del paese, Luciano Betza.

E mentre i minatori, rimasti chiusi per parecchi giorni in fondo ai pozzi, nel buio, a meno 180 metri, hanno ottenuto la Cig e ora sperano nella riapertura della miniera di bauxite, e gli operatori di Ploaghe hanno l’impegno della Regione a trovare soluzione per il rilancio dell’istituto Sgb, ecco che un’altra vertenza si è presentata in un territorio già fortemente devastato dalla crisi.

La speranza ora è riposta in un incontro che la Confcommercio ha convocato per lunedì pomeriggio «allo scopo di verificare insieme la concreta possibilità di recuperare l’accordo, già siglato in sede istituzionale, per la riapertura immediata del centro di distribuzione con la conseguente prevista assunzione dei lavoratori». I 190 lavoratori del Cedisono già entrati a far parte di quell’elenco ormai infinito dei disoccupati. Per loro non ci sono ammortizzatori sociali. Neppure quando si tratta di operatori che lavorano di notte (la piattaforma lavora 24 ore su 24), impegnati uomini e donne anche nella confezione di frutta e verdura, con addosso giubbotti per ripararsi dal freddo a – 4 gradi delle celle frigo.

«Avete ragione a far sentire la vostra voce. Non dovete perdere la vostra dignità», hanno detto i lavoratori solidali. Il settore mercantile, si sa, è imploso. Nella grande distribuzione la concorrenza è violenta, dentro un mercato senza regole. E la crisi mette i lavoratori alla porta. Ora si vedrà lunedì se si riuscirà a portare a casa un risultato: partendo dai 40-50 lavoratori che potrebbero essere richiamati. E per gli altri c’è ancora il buio. Ma i minatori dicono: «Non perdete la speranza, né la dignità». Loro sanno bene che cos’è il buio. (v.m.)

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