Rimpasto sempre in alto mare è ancora scontro dentro il Pd
SASSARI. Si allungano ancora i tempi per gli accordi di maggioranza e il rimpasto in giunta. Il faccia a faccia tra il sindaco e i consiglieri previsto per ieri mattina è saltato. Nicola Sanna aveva...
SASSARI. Si allungano ancora i tempi per gli accordi di maggioranza e il rimpasto in giunta. Il faccia a faccia tra il sindaco e i consiglieri previsto per ieri mattina è saltato. Nicola Sanna aveva chiesto di spostare la riunione nel pomeriggio, ma alcuni dei partecipanti non lo hanno assecondato. Così probabilmente slitta tutto a lunedì. Entro la prossima settimana, se non verrà chiuso il cerchio per il rimpasto, Nicola Sanna si troverà davanti a una scelta pesante: o dimettersi, perché l'amalgama della coalizione che dovrebbe sostenerlo ormai è venuta meno. Oppure varare una giunta di guerra e cercare qualche puntello nell'opposizione. Dall'incontro con i consiglieri di maggioranza, al quale non partecipano più gli esponenti di Città Futura che si sono tirati fuori dal tavolo, il sindaco avrebbe dovuto ottenere la vidimazione della sua bozza sulla spartizione degli assessorati. L'idea era quella di confermare sei assessori uscenti. I cinque partiti monogruppo (Sel, Idv, Centro Democratico, Pds, Upc e adesso anche Ora sì) avrebbero come riferimento in giunta Ottavio Sanna e Amalia Cherchi. Non sono in discussione Gianni Carbini e Monica Spanedda, e verrebbero blindati anche i due esponenti nell'esecutivo provenienti da Sassari Bella Dentro, cioè Alessio Marras e Grazia Manca. Proprio questa presa di posizione ha innescato il cortocircuito Nel Pd. Il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, che sostiene i tre esponenti di Citta Futura (Carta, Arcadu e Careddu), contesta il metodo utilizzato nel riequilibrio dell'esecutivo. Città Futura in aula conta per 3 e in giunta conta 0. Viceversa Sassari Bella Dentro in Consiglio conta 2 e nell'esecutivo ha 2 assessori. Secondo Ganau i conti non tornano. Ma lo stesso vale per Nicola Sanna, che con Alessio Marras ha stretto un patto di ferro durante le primarie e con Grazia Manca ha un rapporto di fiducia personale. Il Pd non riesce da mesi a superare questo empasse e anche la mediazione del segretario cittadino non sembra funzionare. Probabilmente è lecito pensare che non si tratti solamente di una semplice questione di poltrone. In gioco c'è una scarsa stima reciproca e una impostazione di governo nella quale una fetta del partito non si ritrova. (lu.so.)
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