«Politica incapace di gestire il presente»
Massimiliano Muretti, segretario della Filctem-Cgil, preoccupato per i ritardi su Fiume Santo, chimica verde e bonifiche
SASSARI. «Incapaci di affrontare e gestire il presente, per questo si attardano a ipotizzare un futuro nuovo e diverso che sarà realizzabile solo con grande impegno e capacità, doti che l’attuale classe politica non ha finora dimostrato di avere».
Il segretario generale della Filctem-Cgil(lavoratori della Chimica e dell’Energia) di Sassari Massimiliano Muretti parte da questa valutazione nell’analisi della crisi che attanaglia il territorio del nord Sardegna. E ripercorre le tappe di un viaggio che doveva cambiare il tessuto industriale del Sassarese e che, invece, non ha portato praticamente a niente.
Chimica verde. «Nel 2011 – afferma Muretti – grazie alle lotte degli anni precedenti, c’è stata la possibilità di scegliere un nuovo futuro industriale, con la chimica verde e tutto ciò che a monte e a valle di questa si poteva e si potrebbe ancora sviluppare. Dopo la firma, però, istituzioni locali e Regione sono state assenti, in silenzio. E quando hanno preso posizione lo hanno fatto in maniera confusa e disordinata. Il presidente della giunta regionale Pigliaru non ha mai manifestato interesse per l’industria, il senatore Silvio Lai e il segretario regionale del Pd Renato Soru hanno chiesto che l’Eni andasse via. E il sindaco di Sassari Nicola Sanna, per non sbagliare, non ha detto niente. Mentre quello di Porto Torres Sean Wheeler, impegnato a imparare il mestiere, ancora si guarda bene dall’affrontare il tema».
Eni in fuga. Per il segretario generale della Filctem-Cgil, «appare chiaro che l’Eni sta andando via dalla Sardegna: è sufficiente vedere cosa accade a Sarroch e quanto in evoluzione per la proprietà di Versalis che non è destinata a essere più esclusivamente di Eni. E noi cosa facciamo? Niente, solo spettatori».
Slogan bonifiche. Non basta concentrare gli sforzi solo sulle bonifiche e, quindi, su Syndial. Muretti sottolinea che i piani di risanamento del territorio sono fondamentali e vanno attuati, «ma basta con gli slogan. Non serve attardarsi in discussioni che hanno il solo scopo di ritardare i tempi».
Integrazione. Mettere insieme i settori agricoltura, industria, manifattura e trasporti, questa la vera sfida per Muretti. «In ciascuno di questi settori, la Regione può svolgere un ruolo fondamentale e favorire l’integrazione. Ma è necessario che gli assessorati al Lavoro, Agricoltura e Trasporti vengano coinvolti pienamente. E sarebbe interessante conoscere i risultati dei due colloqui che il presidente Francesco Pigliaru ha avuto con l’amministratore delegato di Eni De Scalzi. Cosa si sono detti? Quali strategie hanno condiviso?».
Fiume Santo. La centrale ha cambiato proprietà dal primo luglio di quest’anno, i cechi di Eph hanno incontrato l’assessore all’Industria e le istituzioni locali, hanno ottenuto dal Ministero la proroga - sino al 4 giugno 2016 - per la costruzione del nuovo gruppo a carbone che era inserito in un progetto più complessivo di miglioramento dell’ambiente di quella zona. «Ma davvero – ha affermato Muretti – si vuole continuare senza immaginare che Eph non è una multinazionale qualunque? Cioè che non è quotata in borsa e che il 39 per cento è di proprietà di un signore, Daniel Kretinsky, che il presidente Pigliaru non ha mai pensato di incontrare? Nessuno ha ritenuto opportuno verificare finora quale rapporto contrattuale e giuridico intercorre tra la Fiume Santo SpA e Ep Produzione. Forse nessuno della classe politica conosce realmente che cosa è effettivamente accaduto a Fiume Santo».
Le logiche. «Penso che ci si attarda in logiche futuristi che – conclude Muretti – e anche propagandistiche, perché la classe politica e una parte di cittadini sono incapaci di affrontare il presente. E quindi si occupano genericamente di futuro. Così nessuno dà risposte ai disoccupati, alle famiglie, ai giovani. E non si vive di slogan».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
