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Contatore in tilt, arriva bolletta da 87mila euro

SASSARI. A guardare le vecchie bollette, in Provincia avranno gridato al miracolo. Fra il 2011 e il 2013, nel plesso dell’istituto sassarese “Devilla-Dessì-La Marmora” di via Donizetti, i consumi di...

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SASSARI. A guardare le vecchie bollette, in Provincia avranno gridato al miracolo. Fra il 2011 e il 2013, nel plesso dell’istituto sassarese “Devilla-Dessì-La Marmora” di via Donizetti, i consumi di energia elettrica sembravano più che dimezzati rispetto alla media. Poi è arrivata la doccia fredda dell’Enel: conteggi sbagliati. Tutta colpa del contatore andato in tilt che segnava quasi il 60 per cento in meno rispetto alla norma.

Ora, dopo due anni di perizie e valutazioni, a farne le spese – è proprio il caso di dirlo – è l’amministrazione provinciale, che deve pagare all’Enel 87mila euro, già passati al vaglio dell’amministratore straordinario, Guido Sechi, come debiti fuori bilancio. Il problema è stato scoperto nel maggio 2013, quando Enel Distribuzione ha segnalato ad Enel Energia (la Provincia ha un contratto con quest’ultima) che nei consumi dell’utenza dell’istituto scolastico di via Donizetti qualcosa non andava. In sostanza, per due anni (fra 2011 e 2013) il contatore ha erogato energia elettrica facendo credere che i consumi si fossero più che dimezzati. Poi però l’Enel ha scoperto che si era inceppato. Secondo le analisi, l’anomalia sarebbe sorta nel giugno 2011.

Da quel momento il contatore avrebbe iniziato a fare e bizze, lasciandosi dietro qualcosa come circa il 60% dell’energia effettivamente prelevata dalla rete. Dalla ricostruzione dei consumi, riferita al periodo compreso fra giugno 2011 e maggio 2013, è emersa una discrepanza di circa 87mila euro.

L’Enel aveva anche provveduto a sostituire il contatore e, trascorso un mese dalla comunicazione del guasto - avvenuta nel giugno 2013 - in Provincia si son visti recapitare le bollette rettificate: una botta da 87.161,78 euro. Da quel momento è iniziata una fitta interlocuzione fra amministrazione provinciale e società elettrica, con la prima che ha inizialmente contestato la nuova fatturazione «ritenendola sproporzionata e non sufficientemente documentata».

Passati pochi mesi, Enel Energia ha trasmesso alla Provincia i dati di prelievo analizzato e sollecitato il pagamento delle fatture.

«Nel corso degli anni 2014 e 2015 sono state effettuate ulteriori verifiche documentali e sul campo con l’analisi e ricostruzione dei consumi conseguenti all’accertamento in contraddittorio del malfunzionamento del contatore a seguito delle quali sono stati trasmessi al venditore gli atti per la rettifica delle fatturazioni», si legge nella delibera, assunta con poteri del Consiglio provinciale, numero 18 del 1 ottobre 2015.

Scorrendo i documenti allegati alla pratica di riconoscimento dei debiti fuori bilancio, si scopre che per un momento, in particolare nei primi mesi del 2015, la Provincia è andata molto rimanere al buio, perlomeno in via Donizetti. Lo scambio di missive fra Enel Energia e l’amministrazione provinciale è un continuo tira e molla, con la prima che minaccia il distacco per morosità e la seconda che cerca di prendere tempo in attesa dell’approvazione del bilancio di previsione 2015. L’epilogo della vicenda è un conto salato arrivato sulla scrivania dell’amministratore straordinario, Guido Sechi, che ha licenziato la pratica come debiti fuori bilancio e attivato le procedure di liquidazione.

Salvatore Santoni

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