«I politici sembrano marziani e qui la città cola a picco»
SASSARI. Gli imprenditori del settore e dile e le piccole e medie imprese sono molto preoccupati per la situazione politica di Sassari che poco stimola una ripresa economica. «Siamo increduli per...
SASSARI. Gli imprenditori del settore e dile e le piccole e medie imprese sono molto preoccupati per la situazione politica di Sassari che poco stimola una ripresa economica. «Siamo increduli per quello che sta accadendo a Sassari – scrive la Confapi Sardegna – ci chiediamo come si possa lasciare la città più importante del nord Sardegna, senza una guida forte in questo momento così delicato. Alle volte i politici ci sembrano dei marziani che vivono in una realtà parallela, lontana anni luce dalle esigenze dei cittadini e degli imprenditori. E l'ultimo mese non è altro che l'epilogo di un anno e mezzo condito da liti, scontri, guerre di partiti, liste, correnti, e chi più ne ha più ne metta che di fatto hanno imbrigliato l'amministrazione ed il Consiglio, rallentando tutte le pratiche che venivano affrontate. Crediamo che sia arrivato il momento di smettere di giocare a braccio di ferro, trarre le conclusioni di questa guerra fratricida che non porta altro che ulteriore malessere nel territorio. E sottolineamo questo perché Sassari deve mettersi a capo di tutti i comuni del nord ovest, le battaglie che dobbiamo affrontare non sono di poco conto».
Ed ecco allora le emergenze da affrontare: «Si parte dalla riforma degli enti locali, che ci vede penalizzati oltremodo sull'area metropolitana, con una soluzione farsa adottata nell'ultima bozza della legge: ricordiamo che attraverso il riconoscimento o meno di questo status, si possono ottenere importanti risorse dalla Ue per investimenti infrastrutturali; si prosegue con l'annoso problema del polo industriale di Porto Torres, che continua ad essere veramente un magma di promesse non mantenute. Per i trasporti vien da piangere, e a chi ci dice che noi ne facciamo una questione di campanilismo, è facile rispondere con esempi che riguardano questo settore: come mai i nuovi treni potranno arrivare quasi alla massima velocità solo nel tratto tra Cagliari-Oristano? Forse negli anni gli investimenti si sono concentrati su quella zona. Come mai nella 131 i cantieri si susseguono, negli anni e nei chilometri, sempre su questo tratto e da Oristano verso nord non si vede neanche l'ombra di un cantiere? Come mai l'attuale assessore regionale porta avanti una battaglia su un "servizio navetta" con il governo, che avremmo apprezzato se avesse riguardato i tre aeroporti e non solo quello di Elmas. Ecco, questi sono solo alcuni esempi del campanilismo che subiamo, altro che noi campanilisti. Per questi motivi abbiamo bisogno di Sassari nel pieno della sua autorità, con un'amministrazione forte, che traina gli altri enti locali, che si faccia sostenere dalle forze imprenditoriali e sociali, perché queste battaglie devono essere combattute insieme, altrimenti non otterremo nient'altro che briciole. E poi bisogna riprendere a dialogare su questioni cittadine concrete come il centro intermodale, il regolamento edilizio e le modifiche al Piano senza le quali il Puc approvato dopo la bellezza di 9 anni rimane un documento quasi inutile, il campus universitario, l'investimento per il nuovo ospedale, e tanto altro.
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