La Nuova Sardegna

Sassari

«Solo promesse alla Sgb»: i lavoratori si incatenano

di Mauro Tedde

Il personale della Fondazione socio-sanitaria di Ploaghe è all’esasperazione «L’assessore ha parlato della delibera per i nostri stipendi, ma dove sono i soldi?»

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PLOAGHE. Striscioni, sit-in, slogan, occupazione, mobilitazione e, adesso, anche catene. Sembrerebbe la protesta (ormai un ricordo romantico) di giovani che vorrebbero cambiare il mondo o che almeno sognano un mondo migliore.

E invece a dare vita a questa lunga e snervante protesta sono padri di famiglia, lavoratori e lavoratrici che non ce la fanno davvero più a sopportare questa situazione. Quattro mensilità arretrate e i problemi, anche quelli di sopravvivenza quotidiana, che aumentano di giorno in giorno e che si fanno sempre più gravi. Situazione che ha dell’assurdo perché a differenza di aziende che chiudono i battenti e licenziano il personale, alla San Giovanni Battista si continua ogni giorno a lavorare sodo, fornendo un’infinità di servizi sanitari di grandissima importanza («e sempre con il sorriso», sottolineano). Senza stipendio però. Da mesi.

E pensare che solo qualche giorno fa sembrava fatta. La trasferta a Cagliari dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali aveva riempito il pullman del ritorno di tante certezze, di speranze e promesse concrete, impegni da parte di tutti, ma proprio tutti, solidarietà e condivisione, soluzioni possibili anche immediate, orizzonti più rosei e dichiarazioni, tante, in alcuni casi persino trionfalistiche, da parte di tutti i rappresentanti della politica. Si, ma lo stipendio non c’è ancora.

E ieri mattina, dopo l’ennesimo incontro-scontro con il commissario Francesco Bomboi, anche lui sempre più disarmato e in balia delle onde, i lavoratori hanno deciso che non si può più aspettare che si maturi anche la quinta mensilità e si sono incatenati ai cancelli d’ingresso della struttura occupando anche gli uffici amministrativi. E sarà un’occupazione a oltranza, con il personale che, finito il turno di lavoro, mangia un panino con la mortadella e va a presidiare gli uffici, a discutere e studiare qualcosa (ma cosa?) perché questa assurda situazione possa essere in qualche modo sbloccata. E il pensiero corre alle dichiarazioni dell’assessore Arru che ha affermato ufficialmente: «Una mensilità e mezzo sono state date con la delibera che abbiamo fatto due settimane fa passando i soldi al Comune di Ploaghe e adesso ci impegniamo per risolvere tutti i problemi». Dove sono questi soldi? Si domandano infuriati i lavoratori visto che nelle nostre tasche non è arrivato un euro? «Eravamo presenti a Cagliari e dopo la riunione dei capigruppo tutti, all’unanimità, hanno preso l’impegno di darci gli stipendi arretrati. Hanno persino autorizzato l’assessore a portare in Giunta il finanziamento attraverso le anticipazioni di prestazioni sanitarie che la Sgb erogherà e a garantire così gli stipendi sino al mese di dicembre. Cosa che però non è successa e lo stesso commissario ammette di non avere una lira, di non saper dare risposte e che, forse, incontrerà l’assessore lunedì 19 ottobre».

Ancora buio pesto insomma, incertezze, dubbi, problemi che invece di essere risolti si moltiplicano e soprattutto niente stipendi. «Il livello di guardia si alzerà sempre più - assicurano i lavoratori - e siamo pronti ad azioni sempre più eclatanti sinché non avremo i nostri soldi, frutto del nostro lavoro».

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