La Nuova Sardegna

Sassari

Violenza sessuale, assolto dopo sei anni

di Nadia Cossu

Fine di un incubo per un 40enne condannato in primo grado per presunti abusi sulla ex convivente

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SASSARI. È stato assolto dopo sei anni di angoscia da un’accusa tanto infamante quale può essere, per un uomo, quella di aver violentato una donna.

Anni vissuti nella consapevolezza di essere innocente, di non aver mai usato alcuna violenza contro quella donna che aveva amato. Sicuro di sè, del suo modo di essere e di concepire in modo assolutamente sano un sentimento e un legame. Eppure quella stessa persona, sua convivente, a un certo punto lo aveva denunciato. E lo aveva fatto proprio quando si consumavano gli ultimi strascichi di una relazione che probabilmente era finita già da tempo.

Dopo la denuncia della ex, lui, quarantenne stimato a Porto Torres, era stato rinviato a giudizio, processato con rito abbreviato e condannato a due anni e quattro mesi di reclusione. Ieri, a distanza di sei anni, è stato assolto dai giudici della corte d’appello che hanno evidentemente considerato gli elementi d’accusa insufficienti per emettere una sentenza di condanna.

In primo grado il gup aveva deciso per un verdetto di colpevolezza dopo aver sentito la presunta vittima per chiarimenti. La donna aveva raccontato la sua versione dei fatti in aula.

Ma l’imputato, assistito dagli avvocati Gabriele Satta e Luca Diaz, non ha mai smesso di lottare e di credere nella giustizia. Nel frattempo ha ricostruito i suoi affetti ma fino a ieri mattina il peso di quella infamia lo costringeva a una vita “a metà”.

Durante la discussione, i suoi legali Diaz e Satta hanno ribadito con forza che il racconto della donna – che in appello ha revocato la costituzione di parte civile – non poteva essere considerato attendibile perché non supportato da alcun riscontro. Nessuna conferma alla base di quelle parole che il giudice dell’udienza preliminare aveva però considerato “verità”.

Ieri la difesa, al termine di una discussione animata – seguita a quella del sostituto procuratore generale Sergio De Nicola che ha chiesto la conferma della condanna a due anni e quattro mesi – ha chiesto l’assoluzione dell’imputato sostenendo proprio che il racconto fornito a suo tempo dalla ex compagna fosse privo di conferme e quindi non sufficiente, da solo, a far dichiarare un uomo colpevole di un reato tanto pesante. Tesi accolta dai giudici che lo hanno assolto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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