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Sassari

Come disfarsi di un guaio grande 12 metri

Come disfarsi di un guaio grande 12 metri

Un lettore paga da anni le tasse su un minuscolo immobile del padre ma intestato alla zia. Ora entrambi sono morti

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Da anni pago la tassa su un immobile C2 di 12 metri quadri acquistato da mio padre ancor prima di sposarsi e intestato di comune accordo a una sua sorella. Mio padre e mia zia sono deceduti d atempo e mai si è fatto il rogito e i miei cugini, conoscendo la storia, hanno omesso di portare l’immobile in successione. Non posso vendere questo immobile perché non risulta mio, però non vorrei nemmeno pagare questa tassa all’infinito lasciando fastidi ai miei figli quando non ci sarò più. Cosa mi consigliate per potermene disfare senza sobbarcarmi di spese visto che l’immobile non vale nulla?

La vostra vicenda è tipica delle cose fatte in famiglia; tutto bene finché tutto va bene, ma caos indistricabile quando si rende necessario regolarizzare la propria posizione giuridica. Lei mi chiede l’impossibile; dal suo racconto appare evidente che ad una intestazione formale corrisponde fin dall’ origine una diversa situazione giuridica sostanziale.

Il terreno, infatti, formalmente intestato a sua zia (prestanome) è in realtà di suo padre. Alla loro morte i rispettivi eredi (di sua zia e di suo padre) conserverebbero i rispettivi obblighi di “svelare” l’intestazione fiduciaria con la stipula di un atto pubblico che individui la persona per conto della quale l’acquisto avvenne. Tale soluzione è costosa e non risolutiva. Posso infatti presumere (o temere) che lei non sia unico erede di suo padre e quindi che la proprietà andrebbe intestata anche ad eventuali suoi fratelli ed a sua madre. Probabilmente tale soluzione, peraltro, non è, o potrebbe non essere, la più corretta. Sembrerebbe, infatti, che lei abbia posseduto il bene quale proprietario esclusivo prescindendo da qualsiasi diritto spettante a suo padre o agli altri coeredi. Lei sarebbe, quindi, proprietario per aver usucapito il bene. In tale ipotesi dovrebbe, attraverso il meccanismo della mediazione, giungere ad un accordo di accertamento dell’usucapione. Anche in tale caso i costi sarebbero più alti del valore del bene. Un’ultima possibilità è che lei non faccia nulla e venda dichiarando di aver usucapito e che l’acquirente, consapevole che lei non ha nè atto nè sentenza di accertamento, sia comunque disposto ad acquistare. In tale ipotesi il suo acquirente non potrà dimostrare di aver acquistato dal proprietario e conseguentemente avrà lui il problema di ottenere la sentenza o l’atto di accertamento o di attendere che col passare di venti anni dall’acquisto, il suo acquisto si stabilizzi.

Ufficio studi del Consiglio notarile dei distretti riuniti di Sassari, Nuoro e Tempio Pausania

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