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Minacce al sindaco Desini, la solidarietà corre sui social

Minacce al sindaco Desini, la solidarietà corre sui social

SENNORI. Decine i messaggi e centinaia di “like” sulla bacheca Facebook del sindaco Roberto Desini. È l’attestato di solidarietà che Sennori tributa al primo cittadino dopo il grave atto...

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SENNORI. Decine i messaggi e centinaia di “like” sulla bacheca Facebook del sindaco Roberto Desini. È l’attestato di solidarietà che Sennori tributa al primo cittadino dopo il grave atto intimidatorio ricevuto nei giorni scorsi. Intanto in paese si placa la bagarre scoppiata per i rincari alle concessioni cimiteriali. Gli animi ritornano alla tranquillità e decine di cittadini affollano gli uffici comunali per sbrigare le pratiche di rinnovo dei loculi. «Ringrazio tutte le persone – scrive il sindaco sul proprio profilo Facebook - che in questi giorni mi hanno espresso in varie forme la loro solidarietà, vicinanza e affetto. Quanto accaduto non è piacevole...però sono a posto con la coscienza e continuerò a fare il mio dovere con serietà e impegno nell' interesse di Sennori e dei sennoresi».

Negli ultimi tempi il clima in paese è diventato particolarmente pesante. «A quelle persone che si alimentano di odio, cattiveria e invidia ricordo quanto diceva mia nonna: “Il bene prevale sempre sul male”», chiosa il primo cittadino. Solidarietà è stata espressa anche dal parlamentare Nicola Bianchi. «Il sindaco del mio paese è stato minacciato per mezzo di una lettera anonima: questo gesto vile va condannato a prescindere dall’appartenenza politica di chi la riceve», scrive su Facebook l’esponente pentastellato. Nel frattempo, mentre il paese ritorna lentamente alla normalità, alcuni cittadini iniziano a rivolgersi gli uffici comunali per sbrigare le pratiche di rinnovo delle concessioni cimiteriali “incriminate”.

Tuttavia, il comitato spontaneo che nei giorni scorsi aveva presentato una petizione per cancellare i rincari - oltre 700 le firme raccolte in poche ore – inizia a ragionare sull’eventualità di istruire una causa contro il Comune. Questo perché gli sconti applicati dall’amministrazione - circa 200 euro in meno a concessione rispetto le iniziali tariffe della discordia – non hanno esattamente messo d’accordo tutti. (s.s.)

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