La Nuova Sardegna

Sassari

Rimpasto, trattativa fino a tarda notte

di Giovanni Bua
Rimpasto, trattativa fino a tarda notte

Giornata drammatica con l’accordo in casa Dem in bilico fino all’ultimo. Oggi in consiglio si saprà se è stato raggiunto

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SASSARI. Fino all’ultimo respiro. Solo questa mattina si saprà se le sedie intorno al sindaco Nicola Sanna nell’aula del consiglio comunale rimarranno vuote, o verranno occupate dai nuovi assessori comunali. Non è bastata infatti la lunga, e per molti versi drammatica, giornata di ieri per mettere la parola fine sulla crisi della giunta comunale. Nonostante la partita sembrasse chiusa da lunedì notte.

Il dado sulle dimissioni di Grazia Manca ormai è tratto. A fine mattinata vengono convocate le segreterie dei partiti di coalizione. Sanna traccia la deadline: i gruppi si devono presentare a Palazzo Ducale con la loro rosa di nomi entro le 16, diventeranno le 18, le 19.30, le 22.

Il cedimento su Grazia Manca, e alcune pressioni cagliaritane arrivate pare dalla segreteria di Sel, intanto fanno invecchiare l’accordo dei sei monogruppo: nessun sostegno unanime alla uscente Amalia Cherchi, ognuno presenterà il suo nome e sarà compito del sindaco fare sintesi, confermando per loro le due caselle in giunta. In diversi comunque confermano l’assessora al Bilancio in carica in ticket con Ottavio Sanna nonostante le diverse indicazioni regionali.

Ma il vero caso è nel Partito Democratico. Gianfranco Ganau è a Cagliari e segue la partita da lontano, gli altri ci sono tutti. Dopo la rinuncia alla fedelissima Grazia Manca il sindaco considera rotto il patto chiuso da giorni col Pd, che non prevedeva veti su deleghe e dimissioni. Sanna infatti non ha alcuna intenzione di rimanere in minoranza sia in giunta che tra i banchi di Palazzo Ducale, e vuole che le porte dell’aula si aprano, oltre che per Luca Taras, anche per la seconda dei non eletti, Maria Francesca Fantato. La richiesta è chiara: nella rosa dei nomi Dem, insieme al segretario cittadino Fabio Pinna e al presidente del consiglio uscente Antonio Piu, su cui c’è sostanziale accordo, ci deve essere una donna, e deve arrivare dai banchi del consiglio.

Gli “undici” consiglieri dell’ex area Mameli (ormai ben divisi tra loro) e i loro referenti lasciano Palazzo Ducale e si riuniscono fino a tarda sera nella roccaforte di Giacomo Spissu in via Luna e Sole. I nomi possibili sul tavolo sono due: la capogruppo Esmeralda Ughi, che declina, con Silvio Lai che comunque non approva l’operazione, o in subordine Valeria Fadda. La tensione si taglia a fette e la divisione tra falchi e colombe è mutevole e spesso inaspettata.

Nel mentre i nomi che hanno continuato ad arrivare a Palazzo Ducale girano impazziti. A un certo punto si parla di Andreina Desole come assessore in quota Città Futura, ma la dirigente scolastica, candidata nel Pd alle scorse amministrative (in tandem con Giuseppe Masala) cade dalle nuvole, e anche i suoi referenti nel partito e i tre membri della Civica, che presentano un tris di nomi su cui assicurano che il suo non ci sia. Uno dei tanti rumors in un momento in cui le voci crescono di volume e nessuna è messa in giro per caso.

La linea è spostata a mezzanotte. Sanna vuole chiudere per quell’ora e, appena aprono gli uffici questa mattina, depositare i nomi della giunta e contestualmente fare le surroghe in consiglio. Una corsa contro il tempo il cui esito sarà comunque coperto da totale riserbo. Solo questa mattina si saprà come è andata l’ennesima corsa all’ultimo respiro.

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