Sassari, la giunta non è pronta e salta il Consiglio comunale
Trattative roventi sulle deleghe, lite tra il sindaco e Sel. Rimescolati gli assessorati. L'opposizione insorge: "Situazione grave e ridicola, epilogo di una sceneggiata"
SASSARI. L'obiettivo di presentarsi al consiglio comunale di ieri 14 ottobre con una giunta fresca di nomina è sfumato. Nonostante le trattative andate avanti sino a notte inoltrata il sindaco non è riuscito a siglare un accordo definitivo nè all'interno del Pd e nè con i partiti minori. E infatti il consiglio comunale è stato aperto e poi chiuso, rinviato a data da destinarsi.
Per quanto riguarda la sintesi dentro il Partito Democratico, il problema riguarda il posizionamento delle varie correnti all'interno del consiglio comunale. Nicola Sanna ha ceduto sul versante dell'esecutivo, rinunciando a una pedina per lui preziosissima in giunta. L'assessore alle Politiche Sociali Grazia Manca, era l'esponente di fiducia del sindaco, quello scelto personalmente. La sua delega dovrebbe andare a Monica Spanedda. Però Sanna vorrebbe acquistare posizioni tra i banchi del consiglio, dove è in nettissima minoranza, chiedendo che la corrente Spissu-Lai-Ganau prelevi gli aspiranti assessori dai propri consiglieri. Spissu invece indica esclusivamente una rosa di esterni.
Il gruppo di Città Futura, che alla fine ha ottenuto un rappresentante in giunta, ha presentato una rosa di nomi. Tra questi c'è anche Maria Vittoria Casu, che lavora nel settore dei servizi sociali del Comune, e che ha avuto esperienze politiche come consigliere regionale. Se fosse confermata dovrebbe guidare il settore Istruzione, al posto della Fantato.
In ogni modo all'interno della giunta potrebbe verificarsi un rimescolamento totale, e non è detto che nemmeno gli assessori blindati da Nicola Sanna, ovvero Carbini, Spanedda e Marras conservino le loro attuali deleghe. Potrebbero occuparsi d'altro.
Un punto fermo è l'ingresso nell'esecutivo dell'attuale presidente del Consiglio Antonio Piu, in quota Salvatore Demontis. A lui dovrebbe andare la delega alla Mobilità attualmente ricoperta da Luca Taras. E verrebbe tracciata una linea di continuità con le opere seguite dall'ex assessore ai lavori pubblici Salvatore Demontis durante l'amministrazione Ganau, ovvero la Buddi Buddi, il centro intermodale e la metropolitana di superficie. Piu però lascerebbe scoperta la poltrona di presidente, e al suo posto dovrebbe entrare l'attuale capogruppo del Pd Esmeralda Ughi. Il capogruppo diventerebbe il consigliere più votato Giuseppe Masala.
L'altro grande scoglio per il rimpasto è l'accordo con i partiti minori. Tutto sembrava chiuso con la riconferma dell'assessore al Bilancio Amalia Cherchi, adottata dai 5 monogruppo assieme al suo partito di riferimento Ora sì. Ma ieri questa disponibilità è venuta meno, con i partiti pronti a fare un proprio nome.
Sel, ad esempio, ha messo sul tavolo una serie di nomi, ma il sindaco non era troppo entusiasta delle proposte. Ne è venuta fuori una polemica di fuoco con il consigliere Sel Marco Manca che, in veste di ambasciatore, portava al primo cittadino le indicazioni di Daniele Cocco. Sel non gradiva affatto l'ingerenza di Sanna sulla scelta dei nomi. Ieri mattina però pare che il braccio di ferro si sia risolto e l'abbia spuntata il sindaco: riconfermata Amalia Cherchi al Bilancio e Ottavio Sanna probabilmente ai Lavori Pubblici. Ma poi, a fine mattinata, tutto da rifare e accordo in alto mare.
Intanto l'opposizione insorge: "Situazione grave e ridicola". Ieri, mercoledì 14 ottobre, hanno alzato i loro cartelli con scritto “tutti a casa” e hanno iniziato la loro protesta. "Veniamo convocati per la seduta del consiglio che avrebbe dovuto mettere la parola fine alla grave querelle, tutta interna al Pd – hanno tuonato Manuel Alivesi e Giancarlo Carta – Dopo una mattinata di sospensioni di seduta e inutili attese apprendiamo che il sindaco non intende presentarsi davanti al Consiglio senza la sua "nuova" (o vecchia) giunta. Il Consiglio, tra lo stupore dei presenti, viene così chiuso e dalla presidenza viene comunicato che sarà riconvocato a data da destinarsi. Siamo senza dubbio di fronte al fallimento del progetto politico del primo cittadino, tanto sbandierato in campagna elettorale; è l’epilogo di una sceneggiata finemente elaborata ed esibita con il solo fine di ingannare quella parte di popolo sassarese che ha concesso fiducia a Nicola Sanna".
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