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Sassari

le reazioni

L’opposizione insorge: «Situazione grave e ridicola»

Forza Italia, Progetto Comune e M5S uniti nella protesta: ostaggio delle logiche spartitorie del Pd, ora tutti a casa

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SASSARI. Sono rimasti in aula ad attendere per tre ore (compresa la lunga pausa durante l’audizione dei lavoratori Cedi) E, dopo che il presidente del consiglio Antonio Piu ha preso atto che non c’erano le condizioni per iniziare il consiglio e ha aggiornato i lavori a una capigruppo convocata per questa mattina, hanno alzato i loro cartelli con scritto “tutti a casa” e iniziato la loro protesta. «Veniamo convocati per la seduta del consiglio che avrebbe dovuto mettere la parola fine alla grave querelle, tutta interna al Pd – tuonano Manuel Alivesi e Giancarlo Carta – . Dopo una mattinata di sospensioni di seduta ed inutili attese apprendiamo che il sindaco non intende presentarsi davanti al Consiglio senza la sua "nuova" (o vecchia) giunta. Il Consiglio, tra lo stupore dei presenti, viene così chiuso e dalla presidenza viene comunicato che sarà riconvocato a data da destinarsi. Siamo senza dubbio di fronte al fallimento del progetto politico del primo cittadino, tanto sbandierato in campagna elettorale; è l’epilogo di una sceneggiata finemente elaborata ed esibita con il solo fine di ingannare quella parte di popolo sassarese che ha concesso fiducia a Nicola Sanna. Come farà il primo cittadino, ci chiediamo, costretto ad escludere dalla sua giunta il suo pezzo pregiato, l’assessore ai Servizi sociali e che ha visto polverizzarsi la sua preziosa lista civica, contenitore di quel patrimonio di innovative idee che avrebbero dovuto cambiare il volto della Città e laboratorio di crescita e sviluppo della nuova "elite" di amministratori della Città, che dopo oltre 500 giorni non è ancora riuscito a rasserenare gli animi della sua maggioranza e dei consiglieri comunali ribelli, a convincere la Città di Sassari a continuare a credere nel suo Progetto di Città? Il primo cittadino debba prendere atto non solo della gravità della situazione, ma soprattutto della sua impossibilità a trovare una soluzione al problema in cui si ritrova invischiato e condannato dal suo stesso partito, il Pd, e dalla sua maggioranza, ed assuma l’irrevocabile decisione di rassegnare le dimissioni». Furioso Antonello Sassu, di Progetto Comune: «Il Pd usa il palazzo per risolvere i suoi problemi, convochiamo la prossima seduta direttamenTe in via Mazzini»,

Sulla stessa linea il M5S: «Oltre il limite della vergogna. Non sono bastati oltre 500 giorni per trovare un accordo. Le logiche delle spartizioni continuano a prevalere sui problemi della città. Non si può continuare a giocare in questo modo, dimostrando una totale mancanza di rispetto verso i sassaresi e verso le istituzioni». (g.bua)

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